Fatti
Pensionati con mille euro al mese. Il 40 per cento dei pensionati veneti vive con questa somma
È l’indagine di Spi Cgil sugli assegni previdenziali del settore privato erogati nel 2023. Pesa il divario di genere
FattiÈ l’indagine di Spi Cgil sugli assegni previdenziali del settore privato erogati nel 2023. Pesa il divario di genere
Vivere con meno di mille euro al mese è una realtà per molti pensionati veneti, il cui potere d’acquisto è stato eroso dai rincari degli ultimi anni. Lo Spi Cgil del Veneto ha analizzato i dati 2023 sulle pensioni di vecchiaia del settore privato, rivelando che a fronte di un assegno mensile medio di circa 1.260 euro lordi, il 40 per cento dei trattamenti di vecchiaia è inferiore ai mille euro mensili. In Veneto, in aggiunta, gli anziani hanno dovuto far fronte a un aumento di circa mille euro rispetto al 2022 per le spese essenziali, come luce, gas e alimentari. Il sindacato ha evidenziato notevoli differenze tra i territori e una forte disparità di genere: le pensioni più alte si trovano nel Veneziano, con una media di 1.352 euro, mentre la provincia di Rovigo registra gli importi più bassi (1.156 euro), nel mezzo abbiamo Vicenza (1.279), Padova (1.256 euro), Treviso (1.250), Belluno (1.224), Verona (1.210). A livello comunale, i divari sono ancora più marcati: Spinea (Venezia) vanta la pensione media più alta con 1.592 euro, mentre Zoppè di Cadore (Belluno) registra solo 561 euro. Anche all’interno delle stesse province, le differenze sono notevoli. Ad esempio, nel Veronese, Lavagno arriva a 1.433 euro, mentre Selva di Progno si ferma a 959 euro. Infine, l’indagine sottolinea il grande divario di genere: le pensioni medie maschili raggiungono i 1.569 euro, quasi il doppio rispetto a quelle femminili, un’eredità di un mercato del lavoro che penalizzava le donne. «I nostri anziani hanno dovuto ridurre i prodotti nel carrello della spesa, si sono dovuti ingegnare per risparmiare su luce e gas e più di qualcuno è stato costretto a rinunciare alle cure sanitarie – commenta Massimo Cestaro, segretario dello Spi Cgil del Veneto – Ribadiamo la necessità di affrontare il tema pensioni con molta più serietà».