Fatti
Si carica di simboli quella che sarà la nuova Questura di Padova. Il luogo in cui sorgerà, innanzitutto: l’area di via Anelli, zona critica della città del passato. Ma anche la forma dell’edificio: «È come se abbracciasse la città, dà un segnale di apertura coerente con il nostro motto, “esserci sempre”», ha sottolineato il questore Marco Odorisio, durante la conferenza stampa dello scorso 28 aprile, a Palazzo Moroni nella quale è stato illustrato il progetto definitivo, a sua volta approvato anche dalla Giunta comunale. Passaggi importanti, “spediti”, perché la sfida – stando al cronoprogramma aggiornato – è posare la prima pietra nell’estate 2027 e terminare la struttura entro dicembre 2029. Da lì saranno necessari dai 12 ai 18 mesi per rendere la sede operativa, con il taglio del nastro entro il 2031.
Un passo importante per la città, che vedrà nascere una struttura moderna, funzionale e in grado di rispondere alle esigenze di una provincia che conta oltre 900 mila abitanti, ma anche per gli stessi operatori della polizia e personale amministrativo che passeranno dai circa 500 attuali ai 700 a pieno regime (che, non di poco conto, avranno a disposizione un parcheggio da 279 posti auto, di cui più di 200 interrati). Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di un edificio a semicerchio di circa 29 mila metri quadrati, di cui ventimila fuori terra, che sorgerà su un’area precedentemente occupata dal complesso Serenissima alla Stanga. La nuova Questura sarà dotata di un corpo centrale di sei piani, che ospiteranno gli uffici della questura e l’ufficio di gabinetto interregionale di polizia scientifica per il Triveneto. Inoltre, sono previsti due corpi bassi nella parte frontale, destinati ai servizi pubblici, e una piazza pubblica di poco superiore ai 2.800 metri quadrati caratterizzata da getti d’acqua e diverse aiuole. La sostenibilità sarà garantita attraverso materiali riciclabili e con la realizzazione di un impianto fotovoltaico di 1.300 metri quadrati circa, capaci di coprire oltre il 60 per cento dei consumi energetici della struttura. L’investimento, a carico del Ministero dell’interno, è di 62 milioni di euro.
«Sono molto contento, è stato un grande lavoro di squadra – ha dichiarato il sindaco di Padova, Sergio Giordani – La prima volta che ho visto le immagini non volevo crederci da quanto è bella. Quest’operazione diventerà presto realtà grazie all’intesa che, ancora nel 2018, siamo riusciti a raggiungere con l’allora capo della polizia Franco Gabrielli: mentre noi abbiamo acquisito l’ex caserma Prandina, che riconvertiremo in un parco urbano, lo Stato ha preso in mano l’area di via Anelli. La città sta cambiando pelle: oggi parliamo della Questura ma penso pure al nuovo ospedale, nuove linee del tram, al Configliachi e al centro culturale Du30 all’Arcella». Prima dell’approvazione del progetto definitivo, «sono arrivati 23 pareri, tra cui quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici – ha ribadito l’assessore ai lavori pubblici, Luigi Bisato – Un fenomeno che certifica che ci troviamo di fronte a un’opera significativa». I prossimi passaggi prevedono l’indizione di una gara d’appalto europea, l’individuazione delle ditte vincitrici e l’avvio dei lavori.
Sono passati quasi sei anni, era il 29 agosto 2020, quando con l’ultima demolizione, “crollava” il complesso Serenissima di via Anelli, alla Stanga, quello che per anni era stato il “Bronx patavino”.