Mosaico
«Sarebbe bello che un giorno, leggendo un mio racconto, qualcuno potesse individuare il luogo e provare i miei stessi sentimenti e le mie stesse sensazioni». Quando esordiva così Mario Rigoni Stern forse non immaginava che gli avrebbero dedicato un cammino per ripercorrere i suoi passi e le sue emozioni. La Regione Veneto ha infatti riconosciuto ufficialmente il percorso a lui dedicato che va da Vicenza ad Asiago, o viceversa, collegando 18 paesi. Si tratta di circa 73 chilometri con un dislivello totale di circa mille metri concentrati per l’80 per cento circa nell’ultima tappa fra Mosson di Cogollo del Cengio e Asiago. Il percorso si estende di fatto seguendo il tracciato di fondovalle del fiume Astico e il territorio pedemontano vicentino delle Bregonze, per poi salire da Cogollo del Cengio a Tresché Conca e raggiungere l’Altopiano fino ad Asiago. Sono stati sfruttati sentieri, argini di corsi d’acqua, strade bianche, strade asfaltate secondarie.
Nato da una idea dell’associazione Cammini Veneti, è stato tracciato già nel 2021, per il centenario della nascita dello scrittore altipianese, ma del resto, a chi meglio di Mario Rigoni Stern poteva essere dedicato un cammino? Non solo per il suo forte attaccamento al territorio che amava sopra ogni cosa, al punto da rinunciare perfino ad una carica di senatore dicendo: «Non abbandonerò mai il mio paese, le mie montagne per uno scranno in Parlamento», ma anche perché egli aveva fatto del cammino la sua forma di vita. Nei suoi scritti camminava da piccolo con il nonno, visitando gli scenari della Grande Guerra e ascoltandone i racconti; camminava per passione raggiungendo i suoi boschi, la baita, i luoghi di caccia; camminava da alpino, ma soprattutto Rigoni Stern aveva camminato per salvarsi la vita. A piedi era tornato dalla Russia nel gennaio del 1943, dopo l’impresa fallimentare dell’Armir, e ancora a piedi è tornato dal campo di concentramento in Polonia nel maggio del 1945. Commovente il racconto di quando vede ancora la sua casa, che pensava distrutta, e soprattutto l’abbraccio con il fratello. Di lì a poco Rigoni Stern decide ancora di camminare, questa volta per dire grazie alla Madonna, in seguito a un voto durante la guerra, e percorre a piedi proprio quel cammino che oggi è dedicato a lui, per arrivare fino al santuario di Monte Berico.
Tra le motivazioni dei creatori troviamo infatti anche la possibilità di viverlo come un pellegrinaggio, con una variante di tre chilometri che sale al santuario vicentino, ma che poi tocca anche altri luoghi di culto come il santuario della Beata mamma Rosa a Marola. E accanto al valore culturale e a quello spirituale c’è anche l’aspetto naturalistico, poiché tra pianura, aree fluviali e ambienti montani, questo cammino offre una grande varietà di paesaggi ed ecosistemi diversi, rivalutando tracciati storici come l’ex ferrovia Rocchette-Asiago o l’antica strada del Costo.
Il percorso viene proposto in quattro tappe, tutte georeferenziate e supportate da segnaletica e servizi di accoglienza, come indicato nell’apposita sezione del sito camminiveneti.it, al quale ci si deve rivolgere anche per ottenere la credenziale.
«Il Cammino Rigoni Stern rappresenta un’esperienza autentica di turismo lento e sostenibile che è un settore in forte crescita – ha dichiarato l’assessore regionale al turismo Lucas Pavanetto – capace di mettere in relazione luoghi, storie e comunità. Continueremo a lavorarci coinvolgendo enti locali, associazioni e operatori turistici in una logica di rete». Da vicentino, ha accolto con molta emozione questo riconoscimento anche l’assessore agli Enti locali e Governo del territorio Marco Zecchinato, che l’ha definito «un omaggio doveroso ad una figura che ha saputo raccontare, con autenticità e sensibilità, l’anima della nostra terra».
L’idea dell’associazione Cammini Veneti è infatti proprio quella di far ripercorrere fisicamente i luoghi descritti nelle opere, magari leggendone qualche passo direttamente da un buon libro compagno di viaggio, per rivivere le stesse sensazioni dell’autore e capirne profondamente i valori umani, spirituali e l’amore per la natura che lui trasmette. Il suggerimento è di partire dall’Accademia olimpica di Vicenza, di cui Rigoni Stern era membro insigne, per arrivare poi ad Asiago fino alle case che ha abitato, o omaggiandone la tomba al cimitero. Sulle terre dell’Altopiano il cammino s’intreccia con gli itinerari proposti dal sito iluoghidirigonistern.it, che è una sorta di parco letterario virtuale, tradotto però anche in pubblicazione cartacea, realizzati con cura dal giornalista Sergio Frigo. Vi si possono trovare tutte le informazioni necessarie per approfondire al meglio la conoscenza dei luoghi di Rigoni Stern, ma anche delle abitudini, fino a conoscerne le preferenze gastronomiche o musicali, accompagnati dai passi letterari in cui ne parla.
L’associazione Cammini Veneti non è nuova a questo tipo di proposte, in quanto è già conosciuta dal 2015 per aver tracciato il Cammino dedicato ad Antonio Fogazzaro e al suo pronipote, il marchese Giuseppe Roi. Il percorso si snoda per 80 chilometri tra Montegalda e Tonezza del Cimone, seguendo il Bacchiglione fino all’area naturalistica delle risorgive, a Dueville, e risalendo poi la Valdastico. Il tratto pianeggiante coincide inoltre con le importanti ciclovie che arrivano a Vicenza da Padova, Verona e dalla Riviera Berica, e fuori dall’abitato di Montegalda si incrocia anche la ciclovia Treviso-Ostiglia. Un territorio ricco di ville e castelli, inseriti in un contesto paesaggistico straordinario che può veramente diventare una grande risorsa per il turismo lento e sostenibile.