Mosaico
Dalla scuola ai tablet, dai viaggi di lavoro al senso dell’umorismo come medicina: il noto fumettista, illustratore e scrittore Walter Leoni torna col Volume 2 di Cresci piano pensa a me! (Edizioni Becco Giallo) e si racconta in occasione della partecipazione a “Caorle Fumetto”, svelandoci come il disegno aiuti a decifrare la sfida più grande: essere genitori.
Quali parti del suo mondo ha esplorato in questo volume che non avevamo ancora visto nel primo?
«Racconto di quello che accade a me e intorno a me. La vita corre e io la inseguo con la matita. In questo secondo volume mio figlio ha iniziato la scuola, un nuovo sport, gli amici… A quarant’anni di distanza io mi ritrovo ad avere a che fare, tramite lui, con i compiti, le maestre, gli obblighi scolastici e a confrontarmi con gli altri genitori. Misuro quanto, per certi versi, siano cambiati i tempi e il modo di rapportarsi ai propri figli e come invece certe cose non cambino mai. E poi racconto di come io abbia ripreso a viaggiare per lavoro e a portare in giro per fiere e incontri il mio libro. La mia quotidianità di padre e disegnatore di fumetti era da sempre molto casalinga, ora non è più così. La solitudine e la routine sono lussi che non posso più permettermi. Un po’ è un bene e un po’ no».
Quali sono le “nuove ossessioni” o i nuovi campi di battaglia (scuola, tecnologia, sport) che entrano prepotentemente in questo secondo libro?
«Sono cresciuto in un mondo molto distante da quello di mio figlio, sia dal punto di vista educativo che da quello tecnologico. Non posso fare a meno di chiedermi come sarebbe stato per me essere un bambino in questo momento storico. Se avessi avuto un tablet sul quale vedere tutti i cartoni animati che volevo, forse non sarei mai uscito dal gabinetto per tutta l’infanzia. Al tempo stesso, la maggior parte delle cose che ho imparato da bambino, le ho imparate sulla mia pelle e con fatica. Ho letto libri, visto film, fatto giochi ed esperienze solo perché erano i soli ai quali avevo accesso. Ho imparato a disegnare perché, in certe situazioni, era l’unico intrattenimento che avevo a disposizione. Ho fatto cose solo perché nessuno era lì a sorvegliarmi. La tecnologia, la disponibilità di intrattenimento, la possibilità di avere un mondo ritagliato a propria misura, sono cose molto belle, ma anche molto limitanti. Si cresce solo fuori dal guscio e per un genitore è difficile e al tempo stesso indispensabile accettarlo».
Quanto è diventato difficile gestire un figlio che continua a crescere e a “sfidarti” con nuove logiche?
«Un figlio ti mette di fronte alla necessità di confrontarti continuamente con le tue incapacità, dubbi, insicurezze… Ti costringe a superarli o, almeno, a nasconderli. Sei costantemente sotto osservazione e devi fare le cose nel miglior modo possibile. Non sempre ti riesce e a volte ti tocca fingere di sapere esattamente quello che stai facendo, anche se non è vero. Se il poeta è un fingitore, un genitore è un poeta e mezzo».
Qual è il segreto per far ridere delle fatiche quotidiane di un genitore?
«A me capitano più o meno le stesse cose che capitano a tutti quanti i genitori. Io per carattere e deformazione professionale sono abituato a cogliere il lato comico delle situazioni, anche quando non è immediatamente evidente. Per farlo è sufficiente guardare quello che ci succede con un occhio meno coinvolto, come fossimo degli osservatori esterni. Un episodio sgradevole, doloroso o persino drammatico, col passare del tempo diventa meno penoso e a volte, ripensandolo, riusciamo persino a coglierne il lato divertente e a tirarne fuori qualcosa di buono. Il tempo cura le ferite, si dice; avere senso dell’umorismo rende il processo più rapido e altrettanto benefico».
Nei prossimi giorni La troviamo a Caorle…ci può dare un po’ di dettagli sul programma?
«Caorle Fumetto si terrà da giovedì 7 a sabato 9 maggio in piazza Matteotti e presso la Biblioteca Civica di Caorle. Sarò uno degli ospiti coinvolti e sabato 9 maggio avrò un incontro con il pubblico per parlare del mio lavoro. Ne sono molto contento perché mi pare che la manifestazione metta i bambini al centro dell’evento, con spettacoli, incontri e laboratori pensati principalmente per loro. E non c’è cosa più bella e importante che raccontare ai bambini».