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Quest’anno il Giugno antoniano taglia il traguardo dei vent’anni. Un anniversario che non è solo una ricorrenza cronologica, ma il consolidamento di un’esperienza spirituale e culturale che unisce fede, arte e territorio. L’edizione 2026 assume inoltre una rilevanza spirituale straordinaria, intrecciandosi con le celebrazioni dell’ottavo centenario del transito di san Francesco (1226-2026) in basilica del Santo (da febbraio è attivo il percorso giubilare in otto tappe dedicato al santo di Assisi). In occasione dell’Anno di grazia francescano indetto da papa Leone XIV, il Giugno antoniano mette al centro il legame indissolubile tra il Serafico Padre e il Santo di Padova, che è stato ed è tutt’ora un’eredità viva. Antonio, contemporaneo di Francesco, ne raccolse la passione per il Vangelo e lo slancio missionario, diventando, proprio su mandato dell’assisiate, un efficace predicatore e protettore degli ultimi. Un’occasione per riscoprire Antonio non solo come taumaturgo, ma come contemporaneo di Francesco.
L’immagine simbolo della rassegna è l’affresco San Francesco e la predica agli uccelli, nella cappella radiale della basilica decorata da Ubaldo Oppi (1939). Una scelta iconografica apparentemente curiosa considerando gli 800 anni dalla morte, ma gli organizzatori hanno voluto così sottolineare quanto il messaggio francescano sia tutt’ora fecondo e attuale, capace di dialogare con tutto il Creato e le sue creature anche in tempi di guerra come quelli attuali, ispirandosi alle prime parole di papa Leone XIV, che ha appena festeggiato il primo anno di pontificato: «La pace sia con tutti voi! […] vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente».
Il Giugno antoniano è diventato nel tempo una tradizione cittadina consolidata, che ha saputo concretamente coinvolgere persone e istituzioni, diventando un vero e proprio brand di religiosità e cultura antoniana e francescana, cuore pulsante delle celebrazioni del 13 giugno e anima contemporanea dell’antica e tradizionale festa del Santo, apprezzata da padovani, pellegrini e turisti, capace di coinvolgere numerose istituzioni e realtà cittadine. A idearla, nel 2007, l’incontro fecondo tra i frati della basilica e il Comune di Padova, non a caso assurto a “Città del Santo”. Una scommessa culturale dell’allora rettore, il compianto padre Enzo Poiana, e di Gianni Berno, consigliere comunale e all’epoca presidente capo della Veneranda Arca di Sant’Antonio. A vent’anni dal suo esordio l’obiettivo della manifestazione è ancora quello di offrire ai fedeli un’esperienza multidimensionale della fede, capace di unire l’antica devozione popolare a una sensibilità culturale moderna e inclusiva. Un progetto corale che coinvolge le principali istituzioni civili e religiose di Padova, unite per valorizzare il patrimonio della Città del Santo e per rendere il messaggio antoniano attuale e inclusivo.
Tra gli eventi della manifestazione 2026 si conta addirittura un terzo anniversario: i cinquant’anni del concorso e del Premio della Bontà indetto dall’Arciconfraternita di Sant’Antonio di Padova nel 1976. Nato su intuizione dell’allora priore padre Venanzio Paternoster, il concorso e il premio confermano ancora una forte vitalità, come testimoniano gli oltre 600 elaborati delle scuole primarie e secondarie pervenuti alla giuria e al tema di grande attualità: “Il male non prevarrà, dice papa Leone XIV. Costruire ponti comunicando: quando le parole diventano strumenti di Pace e fratellanza”. La premiazione della 50° edizione si terrà sabato 6 giugno nel sagrato della basilica del Santo alle 20.45.
L’edizione del ventennale si articola in un variegato calendario di eventi che spaziano dalle celebrazioni liturgiche ai momenti di approfondimento culturale, musicale e di attualità, mantenendo fede alla missione di rendere il messaggio di sant’Antonio moderno e accessibile a tutti. In sintonia con l’Anno santo francescano, il cartellone 2026 propone una serie di eventi di rilievo dedicati alla figura di san Francesco, alla sua morte e alla sua eredità spirituale. L’evento clou sarà sabato 27 giugno alle ore 20.45, nel sagrato della basilica, il monologo “Fra’, san Francesco la superstar del medioevo” di Giovanni Scifoni, che esplora il fascino “pop” di Francesco fino al suo rapporto con «sora nostra morte corporale».