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Vent’anni esatti dalla prima edizione del 2007: nel 2026 il Giugno Antoniano raggiunge un traguardo significativo, che non è soltanto una scadenza sul calendario ma il segno di un percorso spirituale e culturale ormai radicato nell’identità di Padova. Una rassegna nata per offrire ai fedeli un’esperienza di fede plurale, capace di tenere insieme la devozione popolare più antica e una sensibilità culturale aperta e moderna.
L’edizione 2026 si carica però di un valore ulteriore: si intreccia infatti con le celebrazioni dell’ottavo centenario del Transito di san Francesco d’Assisi (1226-2026), che in Basilica del Santo trova un percorso giubilare in otto tappe attivo già da febbraio. Nell’Anno di grazia francescano indetto da Papa Leone XIV, la manifestazione mette al centro il legame profondo tra il Poverello e Antonio, che del santo di Assisi raccolse la passione evangelica e lo slancio missionario diventando, proprio su suo mandato, predicatore e difensore degli ultimi. L’occasione, dunque, per riscoprire Antonio non solo come taumaturgo, ma come autentico contemporaneo di Francesco.
A rappresentare visivamente la rassegna è stato scelto l’affresco di Ubaldo Oppi San Francesco e la predica agli uccelli (1939), conservato in una cappella radiale della Basilica. Una scelta non casuale: gli organizzatori hanno voluto richiamare quanto il messaggio francescano resti fecondo anche nel nostro tempo, dialogando con tutto il Creato anche in un’epoca segnata dai conflitti. Un’eco diretta alle prime parole di Papa Leone XIV, che ha appena celebrato il suo primo anno di pontificato: «La pace sia con tutti voi! Vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie. Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante».
Frutto, nel 2007, dell’incontro tra i frati della Basilica e il Comune di Padova, la rassegna nacque da una scommessa culturale del compianto padre Enzo Poiana, allora rettore del Santo, e di Gianni Berno, consigliere comunale e all’epoca presidente capo della Veneranda Arca di Sant’Antonio. Oggi è diventata un vero brand di religiosità e cultura antoniana, cuore pulsante delle celebrazioni del 13 giugno e anima contemporanea della Festa del Santo. Tra gli eventi del 2026, da segnalare anche un terzo anniversario: i 50 anni del Concorso e del Premio della Bontà istituito dall’Arciconfraternita di Sant’Antonio nel 1976.
La presentazione si è svolta questa mattina nella Sala dello Studio Teologico al Santo, con gli interventi di padre Antonio Ramina, rettore della Basilica; Gianni Berno e Lucia Lion, rispettivamente consigliere del Comune di Padova e dirigente del Settore Cultura; don Leopoldo Voltan, vicario episcopale per la pastorale della Diocesi di Padova; Lorenza Maria Baggio, assessora alla Cultura di Camposampiero; Catia Ventura, consigliere generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; Antonio Santocono, presidente della Camera di Commercio di Padova. Tra i sostenitori della manifestazione anche Confindustria Veneto Est. A coordinare l’incontro, padre Giancarlo Zamengo, direttore generale del Messaggero di sant’Antonio.
Il focus francescano
Il cartellone 2026 dedica ampio spazio alla figura del santo di Assisi, alla sua morte e alla sua eredità spirituale. L’evento di punta sarà sabato 27 giugno alle 20.45, sul sagrato della Basilica: il monologo Fra’, san Francesco la superstar del medioevo di Giovanni Scifoni, che indaga il fascino “pop” del Poverello fino al suo rapporto con «Sora nostra morte corporale», il vero, ultimo grande tabù del nostro tempo.
Lo stesso tema sarà al centro del convegno interdisciplinare del 6 giugno sulle parole per raccontare la morte, aperto al pubblico e valido per la formazione continua dei giornalisti (iscrizione su www.formazionegiornalisti.it), e dello spettacolo del 5 giugno che mette a confronto la morte di Francesco e quella di Antonio.
Tra memoria storica e attualità
La rassegna non si limita alla commemorazione storica – con il dialogo della Diocesi di Padova sulla Beata Eustochio il 3 giugno e la conferenza di don Luigi Maria Epicoco su padre Placido Cortese l’8 giugno – ma si fa ponte verso il presente. È quella che gli organizzatori chiamano “l’economia del Pane”: tre incontri di matrice francescana sull’economia e l’etica (3 giugno a Camposampiero), il dibattito con Alessandra Morelli, già funzionaria dell’UNHCR (7 giugno a San Giorgio delle Pertiche), e la presentazione del bilancio sociale e del progetto “13 Giugno” di Caritas Sant’Antonio (9 giugno a Padova).
Ricchi anche gli appuntamenti culturali: convegni sull’eredità di padre Giovanni Luisetto a 25 anni dalla morte (18 giugno) e sul Gattamelata e la sua corte (19 giugno), la mostra di presepi e diorami (3-7 giugno), la pubblicazione di un volume sui Sermoni su sant’Antonio (11 giugno), la presentazione del “gemello digitale” del Reliquiario del dito del Santo e la visita virtuale tra le cupole della Basilica (entrambi il 22 giugno).
Musica, danza e visite guidate
Il primo e l’ultimo evento saranno all’insegna della musica d’autore, contemporanea e barocca, con protagonisti di livello internazionale: Vasco Mirandola & Sergio Marchesini il 29 maggio, I Solisti Veneti il 30 giugno. Non mancheranno i concerti di canti gregoriani (7 e 24 giugno) e, per la prima volta nella storia del Giugno Antoniano, uno spettacolo di danza (14 giugno). Molto attese le visite guidate a cura della Pastorale dell’Arte al Santo, dell’Arciconfraternita e della Veneranda Arca di Sant’Antonio, per scoprire i tesori della Basilica e della Città del Santo (varie date dal 22 maggio al 27 giugno).
Le celebrazioni liturgiche
I momenti devozionali principali restano quelli tradizionali: la Tredicina in onore di sant’Antonio (dal 31 maggio al 12 giugno), il Transito di sant’Antonio (la sera del 12 giugno al santuario antoniano dell’Arcella) e la Solennità del 13 giugno, con 11 sante messe dalle 6 del mattino alle 21. Il momento più atteso sarà la messa solenne delle 17, seguita dalla Processione con la Statua e le sacre reliquie per le vie della città, che si concluderà con la benedizione con la Reliquia del Santo.
Tornerà anche il “Progetto 13 giugno online”, per portare la Solennità del Santo nelle case dei devoti che non potranno essere presenti in basilica, attraverso il sito interattivo www.13giugno.org.
Tutti gli appuntamenti del Giugno Antoniano 2026 sono a ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti, salvo ove diversamente indicato. Il cartellone completo è disponibile sul dépliant e su www.santantonio.org.