Rubriche | I Blog/Terra terra - Antonio Gregolin
Ogni incendio un crimine contro l’umanità
Dire “piaga”, ormai è superato, se ogni fine stagione siamo chiamati a fare il computo dei danni per incendio. Oggi dovremmo parlare di ecatombe nazionale!
Dire “piaga”, ormai è superato, se ogni fine stagione siamo chiamati a fare il computo dei danni per incendio. Oggi dovremmo parlare di ecatombe nazionale!
Sono decenni infatti, che l’Italia, ma ormai anche l’Europa, come il mondo intero, cercano di contrastare gli incendi. Parole però, destinate per lo più a spegnere le polemiche, piuttosto che gli incendi veri e propri. “Chiacchere” che sono tornate puntuali anche questa estate – la peggiore di sempre – in cui è andato in fumo un patrimonio boschivo doppio di quello degli ultimi decenni. Le abbiamo ancora in mente le immagini terrificanti dei fuochi in Puglia, Calabria e Sicilia (almeno quelli più noti), con le fiamme che lambivano gli abitati, con uomini e animali inceneriti. La fuga dei turisti spauriti rifugiatisi in riva al mare. Ho ancora in mente una telefonata fattami da un amico in vacanza in Calabria che, mentre parlavamo, tossiva dal fumo, per poi inviarmi le immagini del mare ricoperto di cenere. Che belle vacanze devono essere state!
Dire triste è ormai riduttivo. Meglio definire criminale tutto questo, visto che otto volte su dieci, l’incendio è provocato da per mano umana. Mi chiedo quindi: se le copiose parole che puntualmente i politici spargono commentando i roghi, ormai nessuno le ascolta più. I fatti mostrano invece che, siamo sotto tiro del “fuoco amico”. Ci stiamo facendo del male con le nostre mani, insomma! Ci stanno rubando il nostro paesaggio, che è patrimonio di ogni singolo italiano. Anche Mario Draghi il giorno dopo i roghi, se ne uscì dicendo: «Apprensione per i roghi, ora piano straordinario». Forse non lo sa, vista la sua lunga permanenza estera, che qui sono decenni che il Paese va avanti a forza di piani straordinari. Tanto straordinari da essere abitudine di un malcostume nazionale a doppio taglio, che ha creato una complicità tra chi crea e chi poi distrugge.
Il copione quindi si è ripetuto, fino ai primi di settembre quando, rientrati a casa i turisti, quei roghi sono finiti ancora una volta archiviati fino al prossimo anno. Mai nessuno che si cosparga la testa di cenere, per dire che non possiamo più permetterci questo scempio. È forse giunto il momento di dichiarare che un incendio è un atto contro l’umanità. Così un piromane è uno che compie un crimine contro l’umanità, che merita la giusta punizione. Le miti pene invece (tra i quattro e gli otto anni), terminano quasi sempre prima per “buona condotta del detenuto”. Un piromane che si comporta bene!
Poi di questi individui non sappiamo mai nulla. Non vediamo mai i loro volti. Si scopre invece, che qualcuno fa pure ritorno allo stesso reato. Ma se abbiamo appena detto che andrebbero giudicati come criminali contro l’umanità, qualcosa non torna. Non torna da decenni, con la consapevolezza che l’Italia sarà pure il Bel Paese descritto da Parise, ma le complicità e gli speculatori, vantano sempre un esercito occulto di volontari. I complici sono sempre dietro l’angolo, pronti a distruggere. Complicità di cui l’Italia ha fatto oggetto di strage e stragi, impunite, come ben si sa.