Fatti
Arriva anche quest’anno il Piano estate. Lo comunica il Ministero dell’Istruzione e del Merito in una nota nella quale annuncia la firma del decreto da parte del ministro Valditara e precisa l’entità degli stanziamenti: 300 milioni (meno di altri anni).
L’iniziativa, ormai collaudata – ha coinvolto in passato numerosi istituti scolastici – prevede “attività ricreative, di potenziamento delle competenze e di socialità per il periodo di sospensione estiva delle lezioni”. In buona sostanza offre una serie di opportunità per gli studenti e le famiglie in un periodo particolarmente delicato, cioè quello della sospensione delle lezioni.
A questo proposito il Ministro ha voluto sottolineare: “Siamo convinti che sia necessario rendere la scuola un luogo di aggregazione, soprattutto per i bambini e i ragazzi che, nel periodo delle vacanze, perdono un punto di riferimento fondamentale e non possono contare su altre esperienze di crescita personale a causa delle esigenze lavorative dei genitori o per particolari situazioni familiari”.
Al Piano dovranno aderire le scuole, partecipando all’apposito avviso di adesione. Ogni istituto, precisa la nota del Ministero, potra “utilizzare per il prossimo periodo le risorse stanziate per attivare progetti sportivi, musicali, teatrali, ricreativi, di potenziamento didattico, per valorizzare i talenti dei giovani e, più in generale, tutte quelle iniziative che favoriscono la relazionalità, l’aggregazione, la socialità, l’accoglienza e la vita di gruppo”.
L’esperienza degli anni scorsi racconta di iniziative le più diverse, comprese quelle di recupero e potenziamento disciplinare, specialmente in aiuto agli studenti più fragili. Sport, arti (musica e teatro anzitutto), educazione digitale, educazione civica… sono stati davvero molti e differenti i moduli avviati e sulla stessa linea ci si può aspettare che si muoveranno gli istituti nei prossimi mesi.
Il tema della “scuola d’estate” è dibattuto da molto tempo e rientra nella considerazione più vasta della comunità educante diffusa, all’interno della quale proprio la scuola, con le sue risorse e caratteristiche, può svolgere un ruolo di riferimento. Sono note le situazioni di povertà educativa presenti in molti territori, così come sono evidenti le difficoltà di tante famiglie a far fronte alle necessità suggerite da un tempo di cambiamenti fortemente accelerati. Sulla scuola si riversano spesso attese che vanno ben oltre le possibilità dell’istituzione. Ebbene, potenziare la capacità del mondo scolastico di rispondere alle sfide contemporanee, anche organizzando diversamente il tempo-scuola – sia dal punto di vista del calendario, ad esempio con l’estensione estiva, sia dal punto di vista della proposta, con i moduli pensati dagli istituti – è un modo concreto di farsi carico delle nuove generazioni.
Recentemente, in un intervento pubblico, l’ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha sottolineato la necessità che la scuola diventi sempre più “il riferimento di un territorio” e le tante iniziative intraprese dal Ministero in questi anni vanno in questa direzione.
L’auspicio è che le risorse economiche possano aumentare.