Lavoro e valori, a Padova l’ultimo incontro per i giovani tra no profit e for profit
Martedì 19 maggio al Centro Universitario Zabarella si chiude il ciclo "Lavoro, Carriera e Impatto" promosso da UCID Padova con Fuci, Economy of Francesco ed Economia di Comunione. Ospite Alberto Bortolami, general manager della cooperativa sociale NOIGROUP. Un percorso pensato per aiutare gli studenti a orientarsi in un mercato del lavoro sempre più fluido, mettendo al centro la coerenza tra scelte professionali e valori personali.
Si chiude martedì 19 maggio, alle 18.15 presso il Centro Universitario Zabarella di Padova, il ciclo di incontri di orientamento “Lavoro, Carriera, Impatto” organizzato da UCID Padova insieme a Fuci, Economy of Francesco ed Economia di Comunione. Tre appuntamenti – il 10 marzo, il 21 aprile e quello conclusivo di martedì – pensati per accompagnare gli studenti universitari nella ricerca di una risposta a domande oggi più che mai cruciali: chi sei, dove vuoi andare, quale impatto vuoi generare con il tuo lavoro.
L’ultimo incontro, dal titolo “Allineare scelte e valori: percorsi professionali tra no profit e for profit”, vedrà protagonista Alberto Bortolami, da quindici anni impegnato nell’inclusione economica delle persone fragili, oggi general manager della cooperativa sociale NOIGROUP di Castelfranco Veneto e già direttore della Fondazione Oggi e Domani di Padova. A moderare il dibattito Diletta Pasqualotto, cultural consultant e consigliera UCID Padova, e Vittorio Zelco, studente di Scienze Politiche all’Università di Padova e membro della UCID Padova Academy.
Il format scelto ha privilegiato fin dall’inizio uno scambio orizzontale, paritario, tra giovani professionisti under 40 e studenti prossimi all’ingresso nel mondo del lavoro. Nei primi due appuntamenti si sono alternate testimonianze significative. Agnese Boscolo, oggi docente di Economia all’IIS Leonardo da Vinci di Padova dopo un passato nella finanza internazionale, ha raccontato il proprio cambio di rotta con parole nette: «Scegliere la propria strada ha un costo. Economico, certo, ma anche simbolico, sociale e di immagine. Scegliere non solo in base ai soldi è difficilissimo, ma anche incredibilmente liberante. Significa mettere sé stessi, la propria chiamata, prima del compenso».
Nel secondo appuntamento, Francesco Polo, direttore generale della Federazione Nord-est del Credito Cooperativo Italiano, ha invitato gli studenti a costruirsi una vera e propria “mappa geografica” del proprio percorso: «Date prospettiva al futuro, non temete le sfide, cogliete ogni opportunità di formazione all’estero. E in ogni occasione lavorativa non cercate solo il prestigio delle istituzioni, ma interrogatevi per essere pienamente consapevoli delle vostre scelte».
La scelta di non proporre una formazione “verticale” è stata rivendicata dal presidente di UCID Padova, Guido Zanovello: «Non desideravamo essere noi gli interlocutori principali. Ci siamo proposti come facilitatori, mettendo in comunicazione gli studenti con chi, ancora giovane, ha già intrapreso un percorso chiaro, tra opportunità e vincoli del mercato del lavoro da un lato, e tensione a restare fedeli alle proprie idealità dall’altro». Una prima edizione che, conclude Zanovello, aiuterà a calibrare meglio le prossime iniziative.
Sul senso complessivo dell’operazione interviene Diletta Pasqualotto: «Abbiamo voluto andare oltre il mero orientamento professionale, unendo la vocazione personale degli studenti alle loro scelte di carriera. La Generazione Z antepone la qualità della vita personale alla dimensione lavorativa, e le testimonianze dei relatori non hanno mai imposto un modello, ma raccontato un cammino in sintonia con desideri e valori etici. Per il prossimo anno ci piacerebbe raggiungere ancora più giovani, portando il programma negli istituti superiori e nelle università».