Gli scavi di Veneto Strade per la nuova Strada regionale 10 hanno portato alla luce manufatti in pietra con iscrizioni in latino e in una lingua preromana, oltre ai resti di grandi edifici sacri, probabilmente templi. Un luogo di culto frequentato per secoli prima dalle popolazioni venete e poi dai Romani, conservato nel tempo grazie a un'antica alluvione dell'Adige. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero offrire nuove informazioni sulla storia più antica del territorio padovano.
Un importante ritrovamento archeologico è emerso a Ponso durante i lavori di Veneto Strade per la nuova Strada regionale 10 Padana inferiore. Nel corso degli scavi sono stati scoperti antichi manufatti in pietra con iscrizioni, alcune in latino e molte in una lingua parlata prima dell’arrivo dei Romani nel territorio veneto. Alcuni di questi reperti sembrano legati a riti religiosi e raccontano una storia che risale a oltre duemila anni fa. Con l’avanzare delle indagini sono affiorati anche i resti di grandi edifici sacri, probabilmente templi, che fanno pensare alla presenza di un luogo dedicato alla spiritualità e alla preghiera, frequentato per secoli da diverse comunità. L’area sarebbe poi stata coperta da una grande alluvione dell’Adige, che in passato scorreva proprio in quella zona, contribuendo a conservarla nel tempo. Secondo i primi studi, il sito sarebbe stato utilizzato prima dalle popolazioni locali e successivamente dai Romani, segno di una continuità importante nella vita di questo luogo. Gli archeologi stanno ancora lavorando per comprendere meglio l’estensione e il significato della scoperta, che potrebbe offrire nuove preziose informazioni sulla storia più antica del territorio padovano.