In località Sabbadina prosegue la festa nata per omaggiare il capitello Vallazza, ottocentesco luogo di preghiera salvato dal degrado nei primi anni Duemila grazie all'associazione culturale Athesis. Stand gastronomico, serate danzanti e la proiezione del video sul restauro. Valentina Cavaliere: «Un progetto partito dalla scuola primaria nel 2006».
Fino a martedì 2 giugno, in località Sabbadina a Boara Pisani, prosegue ’antica sagra del Capitello, (iniziata nel fine settimana del 22-24 maggio per proseguire poi il 29-30-31 maggio e 1-2 giugno) organizzata in onore del capitello Vallazza tornato a vivere grazie all’impegno della comunità locale. Nato come luogo di ritrovo e preghiera nell’Ottocento, nei primi anni Duemila si trovava in stato di completo degrado quando l’associazione culturale Athesis ha deciso di dargli nuova vita. «L’iniziativa è partita nel 2006 dalla scuola primaria di Boara Pisani – spiega Valentina Cavaliere, presidente Athesis – Come associazione abbiamo preso a cuore questo progetto e riunito un gruppo di persone che, volontariamente, ha messo a disposizione le proprie competenze e riportato il capitello Vallazza, così chiamato per la via in cui si trova, al suo antico splendore». «Una volta terminato il restauro, nel 2010, don Ferdinando Bodon, allora cappellano di Monselice, ha procurato la nuova statua della Madonna che, dopo essere stata ripristinata, ha trovato dimora nel capitello – continua Maurizio Cavaliere, storico socio Athesis – Ogni anno la statua è portata in processione dai fedeli più anziani durante la messa dell’ultimo venerdì di maggio, a conclusione del mese mariano, riunendo tutta la comunità». Per omaggiare il capitello, dal 2010 la pro loco di Boara Pisani organizza in questo mese la sagra nel campo sportivo adiacente: oltre allo stand gastronomico con specialità locali come gli asparagi e piatti tipici, in cui non è raro trovare un bocciolo di rosa a decorare il piatto, e alle serate danzanti, viene proiettato un video che ripercorre le fasi del restauro. A dedicare un inno al capitello mariano con la poesia El Capiteo è stato il maestro elementare Livio Ferrari, che ha colto il significato più profondo di questo restauro: Na olta, el capiteo, iera de sicuro, in ogni paese, el posto pi beo […] Anca onquò ghemo bisogno, ogni qual tanto, de tirare el fià e de fermarse a vardare el zielo anche davanti a on picolo capiteo…c’è.