Idee
Papa Prevost lo aveva dichiarato al momento della sua elezione. La scelta del nome Leone voleva essere un richiamo al magistero di Leone XIII che, in particolare con l’enciclica Rerum Novarum aveva affrontato, nel 1891, il tema della dignità della persona e del lavoro durante la svolta della nuova industrializzazione. Un testo che ha dato il via alla cosiddetta Dottrina Sociale della Chiesa e a cui tutti i Papi successivi hanno fatto riferimento nei decenni che sono seguiti. Nel solco di questi testi si inserisce l’enciclica Magnifica Humanitas. Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, un documento davvero prezioso e attualissimo che Leone XIV ci consegna proprio allo scadere del suo primo anno di pontificato. Con grande sapienza e competenza il Papa affronta un argomento epocale e con la sua voce rende la Chiesa un soggetto vivo e autorevole nel dibattito contemporaneo. Tutti noi ci siamo almeno una volta cimentati con uno strumento di intelligenza artificiale e ne abbiamo sperimentato l’eccezionale potenzialità, ma nello stesso tempo ci siamo domandati quali siano i rischi di un utilizzo non ragionato e maturo di questo mezzo così efficiente. Anche come famiglie cristiane siamo chiamati ad interrogarci sui costi e i benefici di fare entrare nelle nostre case l’IA. Spesso i singoli sono entrati in contatto con essa a scuola o sul lavoro, ma è in famiglia dove si può svolgere quel lento, graduale e paziente lavoro educativo per discernere l’utilizzo più sano delle nuove tecnologie. Scrive il Papa: “Educare all’uso dell’IA implica (quindi) educare a decidere quando e per cosa non usarla. La velocità e la facilità con cui si ottiene una risposta o una sintesi rischiano di spegnere il desiderio di porre domande, che solo nella durata porta frutto” (MH 140). Si tratta di assumersi la responsabilità di studiare il mezzo, di conoscerne la genesi e di essere consapevoli che il suo utilizzo non è neutro, perché esso è frutto di una costruzione ed elaborazione che dà solo l’apparenza dell’oggettività, ma così non è. Scrive ancora Leone XIV a proposito della pericolosità della Rete, che la letteratura psicologica e psichiatrica è unanime su: “come un’esposizione precoce e non mediata ai dispositivi digitali e ai social possa incidere negativamente su sonno, attenzione, regolazione emotiva e relazioni, soprattutto nelle età più vulnerabili, con conseguenze a volte drammatiche. A questo si aggiunge la facilità di accesso a scene violente o crudeli, che feriscono la sensibilità, a contenuti pornografici e ipersessualizzati, a messaggi che banalizzano il corpo e l’affettività, a proposte che normalizzano comportamenti rischiosi. In rete non sono rari fenomeni di adescamento, ricatto e sfruttamento sessuale dei minori, resi più insidiosi dall’uso di profili falsi, di algoritmi che amplificano contatti pericolosi e di strumenti di IA capaci di manipolare immagini e video” (MH 141). Di fronte a questo panorama il Papa, proseguendo, mette in guardia dall’affidare troppo presto un telefonino personale nelle mani di un ragazzo, ma nello stesso tempo evidenzia come i genitori non possano essere lasciati soli ma debbano essere supportati dalla politica e dalle istituzioni educative in un’alleanza che tuteli i minori, quando gli interessi delle piattaforme, nelle mani di pochi, contrastano con il loro benessere. (cfr. MH 142).
Sono questi solo alcuni degli spunti che l’enciclica ci offre per affrontare responsabilmente il presente e il futuro tecnologico che ci attende. Nonostante il documento sia piuttosto impegnativo nella sua complessità, l’auspicio è che sia oggetto di lettura e di confronto in famiglia. Si tratta di un ambito troppo importante per essere lasciato solo agli addetti ai lavori. Genitori e figli giovani, in uno scambio che mai come in questo campo può essere reciproco, sono chiamati a documentarsi, porsi domande, ipotizzare percorsi perché la dignità della persona umana non sia mai violentata da qualunque tipo di intelligenza artificiale.
L’auspicio è che le scuole, le istituzioni, la pastorale familiare, ma anche le comunità parrocchiali, aiutino le famiglie, genitori e figli, a comprendere il peso dell’IA nelle relazioni e a discernerne l’uso.