Bartolo Longo: p. Bamonte (Aie), “non fu mai satanista”. Studio d’archivio smentisce una diceria diffusa nei media
Uno studio dell’Associazione internazionale esorcisti fa chiarezza sulle recenti ricostruzioni mediatiche: il fondatore del Santuario di Pompei non praticò mai il culto del demonio in gioventù, ma fu solo vittima inconsapevole dello spiritismo prima della totale conversione.
“Bartolo Longo non fu mai satanista, né tantomeno ‘sacerdote’ satanista come qualcuno ha scritto: fu, come gli stessi Sommi Pontefici hanno affermato, un ingannato dallo spiritismo”. Lo scrive p. Francesco Bamonte, vicepresidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), in un articolo pubblicato oggi sul sito dell’Aie, sintesi di un ampio studio apparso sui “Quaderni Aie” (n. 40, giugno 2026), basato su ricerche condotte presso l’Archivio san Bartolo Longo del Santuario di Pompei. L’autore prende di mira un’affermazione diffusa negli ultimi anni attraverso i media – e ripresa anche da testate autorevoli – secondo cui il fondatore del santuario di Pompei, canonizzato da Leone XIV il 19 ottobre 2025, avrebbe praticato il satanismo durante gli anni universitari a Napoli. La ricostruzione di p. Bamonte è puntuale: Longo si avvicinò allo spiritismo nella seconda metà del 1862, convinto di poter entrare in contatto con i defunti, i santi e l’arcangelo san Michele. Quando nei suoi scritti parla di “spiritismo, ossia satanismo” o di “raffinata demonolatria”, non intende un culto volontario del demonio, ma il fatto di aver tributato inconsapevolmente onori a spiriti demoniaci presentatisi sotto false spoglie. La conversione avvenne il 29 maggio 1865, con la confessione al domenicano p. Alberto Radente. Da quel momento Longo dedicò la vita alla diffusione del Rosario e alla costruzione del santuario di Pompei, inaugurato nel 1891.