Fatti
È stato inaugurato l’8 gennaio in via Verdi a Rovigo il nuovo Istituto penale veneto per i minorenni (Ipm), intitolato ad Antonio Vivaldi. Una struttura moderna di circa settemila metri quadrati, progettata per accogliere fino a 31 persone detenuti minorenni, che andrà a sostituire l’ormai obsoleto carcere minorile di Treviso. Secondo il programma, il trasferimento dei ragazzi dovrebbe avvenire entro il prossimo mese, permettendo così all’Ipm di Rovigo di entrare a pieno regime.
La scelta di dedicare l’istituto al celebre compositore barocco veneziano non è casuale: Vivaldi fu infatti profondamente attento ai temi dell’educazione dei giovani. Un riferimento simbolico che intende sottolineare la vocazione della nuova struttura polesana, orientata non solo alla detenzione, ma soprattutto alla rieducazione e alla ricostruzione del progetto di vita dei minori che hanno commesso reati.
A rimarcarlo durante la cerimonia di inaugurazione è stato il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, che ha ringraziato i Ministeri della giustizia e delle infrastrutture per l’importante investimento economico e per il lavoro svolto nella realizzazione dell’opera. Ostellari ha evidenziato come l’Ipm di Rovigo sia stato concepito come un vero e proprio luogo di recupero: oltre alle celle, la struttura dispone di spazi per attività scolastiche, laboratori, iniziative culturali, ricreative e sportive. «Non solo uno spazio detentivo – ha spiegato – ma un luogo di educazione, responsabilità e rieducazione, dove la pena si coniuga con percorsi strutturati che guardano al futuro».
Il nuovo istituto ospiterà, oltre ai 31 detenuti, circa 50 unità di Polizia penitenziaria e una decina di funzionari dell’area educativa, considerata centrale nel progetto. Un investimento significativo, anche in termini di assunzioni e spazi dedicati, per rendere effettivi i percorsi formativi, culturali, sportivi e professionalizzanti. Il lavoro, ha ricordato il sottosegretario, resta uno strumento fondamentale di reinserimento sociale, non solo per i giovani ma per ogni persona.
Durante l’inaugurazione è intervenuto anche Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, che ha richiamato il tema della devianza giovanile, sottolineando come la giustizia intervenga spesso quando il danno è già stato fatto. Da qui l’importanza di agire prima, puntando sull’educazione ai valori: rispetto delle regole, degli altri, delle istituzioni e del dovere, elementi fondanti della cultura civile.
L’Ipm di Rovigo si inserisce nel più ampio piano nazionale di potenziamento del sistema penitenziario minorile, dopo le recenti inaugurazioni delle strutture dell’Aquila e di Lecce. Presente alla cerimonia anche il presidente regionale Alberto Stefani, che ha ribadito il ruolo centrale di formazione e rieducazione nel percorso penitenziale dei minori: «Gli obiettivi sono chiari: garantire la sicurezza dei cittadini, stroncare sul nascere potenziali carriere delinquenziali e spezzare fin da subito la catena del crimine. L’inaugurazione del nuovo Istituto penale per minorenni di Rovigo è una risposta attesa e importante per la prevenzione e il contrasto della criminalità». Stefani ha inoltre annunciato l’attivazione, in collaborazione con il Ministero della giustizia, di un centro di recupero ad alto impatto sanitario, alternativo al carcere, dedicato a minori con disagio comportamentale e polidipendenze.
Ampio spazio è stato dedicato infine al tema della prevenzione, in particolare nelle scuole, per contrastare fenomeni in crescita come baby gang e bullismo. Tra le misure annunciate, l’attivazione di sportelli psicologici scolastici e una maggiore collaborazione con le forze dell’ordine, anche nei trasporti scolastici. Un impegno che, come ribadito dai rappresentanti istituzionali, guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di intervenire sul disagio prima che sfoci nella criminalità.