Fatti
Padova e le zone circostanti sarebbero le stesse senza le vie d’acqua? Evidentemente no. Per secoli questa parte di pianura è stata plasmata dal loro scorrere, delineandone l’identità e la morfologia del territorio. Posta tra il Brenta a nord e il Bacchiglione a sud, altri due corsi d’acqua artificiali caratterizzano la città del Santo: il Piovego che va da Padova a Strà, completato nel 1209 e il Brentella, che da Limena arriva a Voltabrusegana, del 1314. Altri canali sono conservati nel centro storico come il Naviglio interno, tombato in parte negli anni Cinquanta, conseguenza del graduale interramento di molti corsi cittadini nel ventesimo secolo.
Sabato 21 marzo, nei locali della Canottieri Padova, si è svolto un convegno dal titolo “La navigazione padovana tra passato, presente e futuro”, organizzato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, celebrata ogni anno il 22 marzo. Una ventina di realtà (come alcune compagnie di navigazione, le associazioni remiere locali e altre legate a sport acquatici), coordinate da Confcommercio Padova, hanno organizzato l’evento, quest’anno giunto alla sua quinta edizione. Diversi sono stati gli interventi, focalizzati sul come rendere Padova e le sue vie d’acqua ancora più fruibili dal turismo di navigazione.
Per Antonio Piccolo, presidente del Consorzio battellieri di Padova e Riviera del Brenta, tra tutte le realtà che in vario modo sono legate a questo mondo «abbiamo creato una comunità fluviale molto attiva». Piccolo ha ragionato sul settore turistico dove è impegnato con la sua compagnia di navigazione: «Negli ultimi anni il turismo su acqua è cresciuto. Siamo passati dalle circa tremila presenze di inizio millennio, agli attuali 30 mila passeggeri all’anno. Un turismo che valorizza il legame tra l’acqua, le mura rinascimentali e il patrimonio culturale, con percorsi suggestivi lungo il Piovego e il Naviglio interno». Quest’ultimo tratto e il Tronco maestro (è il ramo del Bacchiglione che scorre lungo l’asse urbano interno, partendo dalla zona della Specola fino ad arrivare alle Porte Contarine), «è necessario che vengano inseriti nel Demanio della Navigazione per essere dragati e consentire il passaggio a imbarcazioni più grosse di quelle che passano attualmente. Per questo è opportuno che il Comune di Padova solleciti l’intervento della Regione Veneto».
Va specificato che a oggi le imbarcazioni non possono completare l’anello fluviale intorno al centro storico di Padova ed è per questo che Piccolo tra le priorità, ha posto «il completamento di questo itinerario. Inoltre è necessaria la riclassificazione dei tratti navigabili». Il presidente ha quindi concluso sottolineando che «accanto allo sviluppo turistico emergono questioni legate alla sicurezza, con la manutenzione degli argini, e ambientali: c’è un problema di inquinamento delle acque».
Per il Comune di Padova è intervenuto l’assessore Andrea Colasio, con la delega alle acque fluviali. Ha chiarito che «sono qui a nome dell’amministrazione per ascoltare e raccogliere le criticità del settore. L’obiettivo è costruire una strategia che leghi lo sviluppo fluviale in un’ottica culturale, anche in vista di un Festival delle mura e delle acque (che sarà a settembre di quest’anno, ndr), perché mura e acque devono marciare assieme». Un altro annuncio fatto dall’assessore nella mattinata riguarda il Castello Carrarese a Padova: «Mi piacerebbe aprilo almeno parzialmente in concomitanza del Festival. È una struttura che porterà Padova a essere un centro internazionale per il design e l’arte contemporanea». Colasio ha richiamato il valore storico dell’acqua per la città: «È vissuta di questo elemento, il suo passato è intriso d’acqua». Quindi ha concluso esprimendo la disponibilità a una collaborazione tra il Comune e le diverse realtà presenti, per «rilanciare la navigazione e restituire alla città un pezzo della sua identità».
Enzo Siviero, direttore di Galileo, la rivista del Collegio degli ingegneri di Padova, ha snocciolato alcuni interventi a suo dire necessari, come la realizzazione di una piccola conca nella zona del Tronco maestro, il rifacimento del ponte della Saracinesca e la sistemazione del ponte dei Cavai, con l’obiettivo di «rendere i canali accessibili a imbarcazioni tipiche venete, valorizzando le rive e creando percorsi pedonali e ciclabili». L’esperto ha anche richiamato l’opera incompiuta dell’idrovia Padova-Venezia: «È importante come sfogo per salvaguardare Padova dalle piene. Per questo mi auguro venga completata».
Altri operatori nel settore turistico della navigazione hanno messo in luce un’altra criticità: «Per i fiumi e i canali non stiamo facendo abbastanza per la pulizia dai tantissimi rifiuti che si accumulano. Consapevoli che le vie d’acqua che percorriamo sono un biglietto da visita del territorio».
Per l’assessore regionale all’ambiente Elisa Venturini, l’acqua è «una risorsa preziosa e strategica, in un contesto segnato dal cambiamento climatico. Per questo la Regione sta lavorando a una strategia di adattamento che guiderà tutte le politiche, dal turismo alle infrastrutture». Per Venturini, Padova «risponde a un sistema idraulico complesso che richiede una gestione integrata e sostenibile. Anche la navigazione fluviale rientra in questa visione: serve un approccio complessivo e coordinato». L’assessore ha assicurato la disponibilità al dialogo e al sostegno del settore: «Mi avrete come alleata, con l’obiettivo di valorizzare l’acqua come risorsa ambientale, economica e culturale».