Addio ad Alberto Trevisan, tra i primi obiettori di coscienza. La moglie: «Donati gli organi»
Classe 1947, è mancato per un malore improvviso in strada a Rubano. L'incontro della famiglia con l'équipe trapianti e l'ultimo grande atto di generosità verso l'Europa. In attesa di definizione la data dei funerali in paese.
È mancato Alberto Trevisan, storico obiettore di coscienza padovano. Era nato nel 1947. «Ieri, 12 marzo, un infarto l’ha colpito per strada a Rubano di prima mattina – racconta la moglie Claudia Bernacchi – Una passante, che ringrazio, ha chiamato il 118, che è arrivato tempestivamente e l’ha portato in ospedale. Il primario della Rianimazione 3 dell’ospedale civile, nel pomeriggio ci ha convocati come famiglia. Abbiamo vissuto un incontro commovente con l’equipe che segue i trapianti. Incontro denso di significato per noi familiari per dare il consenso alla donazione degli organi di Alberto. In questo momento Alberto, dichiarato deceduto, è in sala operatoria per l’espianto e una persona in qualche parte di Europa sta attendendo l’organo. Alberto, come me, aveva dato il suo consenso con il rinnovo carta identità. Un piccolo gesto ma che assume, grande valore. La Banca europea degli organi è una “Via lattea” con una organizzazione capillare che prevede passo per passo cosa deve essere fatto. Sono commossa per quanto mi trovo coinvolta. Ho dato ieri l’ultima carezza ad Alberto per me, per i nostri figli e le loro famiglie e per tutte le persone che ha incontrato nella sua vita che condivido da circa 60 anni. Al momento non è stata fissata la data delle esequie; si terrà, comunque, nella chiesa parrocchiale di Rubano».