Chiesa | Diocesi
Riaperta il 18 giugno 2017 dopo i lavori necessari a risanare l’instabilità provocata dagli eventi sismici del 2012, la chiesa di Santa Lucia a Padova, più conosciuta come chiesa del Corpus Domini, sta per celebrare il decimo anno di adorazione perpetua – sulle 24 ore – grazie alla disponibilità di decine e decine di adoratori che si alternano a tutte le ore del giorno. Se, infatti, la chiesa fin dall’Ottocento è stata il luogo riconosciuto in città per l’adorazione eucaristica, solo dalla riapertura, per volere del vescovo Claudio, è stata proposta l’adorazione perpetua. «L’adorazione nella chiesa del Corpus Domini – dichiarò il vescovo annunciando l’iniziativa – vuole essere un segno di venerazione e adorazione, che a sua volta rimanda all’Eucaristia, celebrata ogni giorno nelle chiese di Padova. Questo riferimento all’Eucaristia nella nostra città rimanda anche ai tanti bisogni dello spirito di ogni persona di cui è necessario farsi carico: relazioni, cultura, bellezza, unità, pace». «Con questa iniziativa pastorale, che mi sta tanto a cuore – scriveva mons. Cipolla alle comunità padovane – desidero offrire alla città un luogo di preghiera sempre aperto e un’oasi di pace e di riconciliazione. Per questo avrò cura che nella chiesa del Corpus Domini vi siano sempre dei sacerdoti disponibili all’ascolto e alla celebrazione del sacramento della riconciliazione».
Contemporaneamente all’avvio dell’adorazione perpetua veniva istituita la Fondazione Nervo Pasini che avrebbe poi preso la gestione delle Cucine economiche popolari e la firma del decreto avvenne proprio nella chiesa del Corpus Domini, unendo il pane spirituale al pane della carità.
Si entra ora nel decimo anno di adorazione perpetua, un’attività seguita dall’Opera adorazione perpetua, di cui è presidente Maria Letizia Frigo. Coordina e tiene il collegamento con gli adoratori e con il rettore della chiesa, che dal 2023 è don Giancarlo Gambasin.
«Con il vescovo Claudio – rammenta Maria Letizia Frigo – abbiamo condiviso l’idea che la riapertura della chiesa, dopo cinque anni di chiusura a causa dei danni del terremoto, avrebbe dovuto portare con sé un forte messaggio di speranza per la Chiesa. Si desiderava fosse riconoscibile un presidio fisico, concreto, dell’amore di Dio, in tempi difficili di smarrimento e disorientamento soprattutto per i cristiani. E l’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento fu la scelta (oltre che una sfida) naturale. All’inizio non è stato semplice organizzare i turni di preghiera sulle 24 ore: era importante coinvolgere gli adoratori in una pratica di fedeltà, anche con una certa flessibilità. Siamo partiti prevedendo almeno due adoratori presenti a ogni ora e quindi circa trecento persone nella settimana».
Attualmente sono circa 250 le persone che si alternano per assicurare la preghiera costante, con turni di un’ora ciascuno una volta la settimana. Ma «l’adorazione – sottolinea la presidente dell’Opera adorazione perpetua – non è per pochi ”eletti”. È un servizio di preghiera e custodia che può fare chiunque, a qualsiasi età – giovani, adulti e anziani – mettendosi a disposizione, senza sentirsi costretti, ma con il cuore libero e desideroso di lasciarsi incontrare da Gesù, perché quello trascorso davanti all’Eucaristia e con Gesù è un tempo salvifico e di sosta, un tempo per riordinare la vita. Personalmente è uno spazio di riposo e rigenerazione, in cui cerco di dare un senso a molte cose della vita. È in questo che sento pulsare la mia relazione con il Signore».
Ma è anche un tempo in cui si è chiamati a vigilare, perché la distrazione è una nemica sempre presente: «Serve allenamento, pazienza, devi imparare a essere costante e fedele… Solo allora scopri di avere molta più forza nell’affrontare la vita».
Con questa disposizione si scopre la “presenza”: «Gesù c’è sempre e si prende cura di noi. La differenza la facciamo noi, attraverso il cuore. La nostra mente fatica a comprendere, ad attraversare spazio e tempo, ma davanti a Lui portiamo tutto ciò che siamo. Così Dio ci attraversa: dobbiamo solo permetterglielo».
I modi per entrare in relazione in questo spazio di silenzio e accoglienza sono vari: c’è chi legge, chi recita il rosario, chi semplicemente sosta in silenzio. Da quasi dieci anni ogni giorno e ogni notte nella chiesa di Santa Lucia si prega in silenzio. Agli adoratori si uniscono persone che passano e trovano aperto o di notte vedono la luce e si uniscono alla preghiera.
Per informazioni: 393-2525853.
Intenzione di preghiera del papa
Preghiamo per il rispetto e la difesa della vita umana in ogni sua tappa, riconoscendola come dono di Dio.
Intenzione dei vescovi
Ti preghiamo, Signore, affinché la tua Chiesa veda nella proposta evangelica l’opportunità di spogliarsi dalle strutture e dalle ricchezze per rivestirsi di Cristo povero, unico vero bene.
Intenzione del clero
Cuore di Gesù, arricchisci la vita dei presbiteri di autentiche amicizie fraterne per condividere le gioie e le difficoltà del loro ministero e rendere visibile la forza della tua carità.