Idee
L’intelligenza artificiale non è “moralmente neutra”. E’, questa, una delle sottolineature forti contenute nell’enciclica di papa Leone “Magnifica humanitas”, un testo che affronta con parole chiare uno dei temi più delicati del nostro tempo.
Un tema particolarmente caldo anche per il mondo della scuola che si vede chiamato a forti responsabilità perché, di fronte a un’epoca in cui le tecnologie intelligenti incidono sempre di più sul lavoro, sulla conoscenza, sulle relazioni, sulla democrazia oltre che – lo si vede specialmente in questo periodo – sui modi di fare la guerra (anche questo richiamo è presente nel testo del Papa), aumenta la necessità di formazione critica, di conoscenza e soprattutto di responsabilità da parte delle nuove generazioni.
E’ anzitutto alle nuove generazioni – cento non solo a loro – che si rivolge la richiesta di “disarmare” l’intelligenza artificiale, intendendo con questo sviluppare competenze e coscienza tali da preservare l’umano, cioè la dignità di ogni persona, evitando che strumenti così potenti come quelli messi a disposizione della tecnologia possano risolversi il mezzi di oppressione, asserviti a logiche di dominio e di profitto.
Difesa dell’uomo, dunque, quanto mai necessaria in un tempo di trasformazione rapida come questo che stiamo attraversando, il “cambiamento d’epoca” che già Papa Francesco guardava con grande lucidità.
Ma cosa può fare davvero la scuola? E come muoversi?
Su questo il ministro Giuseppe Valditara si è pronunciato recentemente, al termine di un Consiglio dei ministri che ha dato il via libera a due decreti legislativi in materia di intelligenza artificiale, nei quali ci sono anche misure per la scuola. Valditara ha insistito anzitutto sulle nuove linee guida per l’educazione civica indicando un primo intervento: “Educare, formare i giovani alla consapevolezza dei rischi legati all’intelligenza artificiale, rischi legati all’utilizzo dei social, dei devices” e dell’IA, senza dimenticare i “risvolti etici”.
Il Ministro ha poi puntato il dito sul potenziamento delle competenze scientifiche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, sull’orientamento dei giovani verso scelte consapevoli e sull’ingresso dell’IA nel nel curriculum formativo, con quanto già previsto nelle indicazioni nazionali.
E poi c’è tutto il tema della formazione dei docenti, con la necessità di stanziamenti economici adeguati: sono in arrivo 200 milioni di euro. Così il Ministro: “Abbiamo stanziato 100 milioni di euro per la formazione dei docenti nella didattica e per la promozione dell’IA nella didattica. Altri 100 milioni di euro per la formazione dei docenti all’educazione e alla prevenzione dei rischi connessi con l’IA e tutti i risvolti etici”.
Di fatto, il mondo scolastico sa di doversi fare carico di responsabilità sempre nuove per stare al passo coi tempi e corrispondere all’esigenza di formazione con l’obiettivo della crescita umana integrale dei giovani. Non solo: proprio la scuola, con le risorse di competenze e professionalità può diventare – continuare ad essere – un punto di riferimento e di aiuto al mondo delle famiglie, oggi sempre più in difficoltà. Anche per questo servono investimenti: economici, certo, ma soprattutto “politici”, mettendo sempre di più al centro i temi educativi, l’importanza e la reputazione del mondo scolastico.