Fatti
Alto Vicentino. La cittadinanza si attiva
Alto Vicentino Coordinato dalla cooperativa Radicà, il progetto “Comuni-Ty lab” pone al centro le aspettative dei giovani per costruire la prossima società civile
FattiAlto Vicentino Coordinato dalla cooperativa Radicà, il progetto “Comuni-Ty lab” pone al centro le aspettative dei giovani per costruire la prossima società civile
L’ Alto Vicentino fa sistema per le politiche giovanili. Per il terzo anno consecutivo partirà “Comuni-Tylab”, vero e proprio percorso di cittadinanza attiva coordinato da Radicà cooperativa sociale e distribuito sui 32 Comuni del comprensorio ex-Ulss 4. È strutturato in più tappe. La prima, “Here we are lab”, in partenza il 15 febbraio a Fara Vicentino, punta a un primo confronto tra i giovani della zona dai 14 ai 29 anni. «Faremo vedere un video di unaventina di minuti in cui, in un ipotetico futuro, i giovani di oggi racconteranno le proprie aspettative e stili di vita ai ventenni che verranno – spiega Alberto Carollo, alla guida di Radicà – Servirà a presentare il progetto, per poi raccogliere le prime adesioni e stimolare proposte e idee». Questa prima fase è prevista in forma decentrata il 15 febbraio a Fara (sala Chapelle), il 17 ad Arsiero (sala conferenze di piazza Rossi), il 21 a Zané (centro socioculturale di piazzale Aldo Moro), il 23 a Chiuppano (casa Colere) e il 3 marzo a Schio (Faber Box). Sempre dalle 20.30. Successivamente ci si ritroverà il 15 e il 29 marzo nella sala riunioni di Palazzo Cornaggia a Thiene, per avere un quadro delle questioni da affrontare e per definire un programma di base di iniziative per l’Alto Vicentino nel suo complesso. L’ulteriore passo sarà quello di organizzare un incontro a Santorso dal titolo “Generazioni”, presumibilmente a giugno, per uno scambio tra giovani e adulti. «Da qui si aprirà la seconda tappa di Comuni-Ty, una serie di laboratori artistici e sportivi in cui il vero obiettivo sarà però far stare assieme giovani e ragazzi – continua Carollo – Il nostro vuole diventare un vero e proprio patto educativo per il territorio. Soprattutto dopo la pandemia da cui siamo appena usciti, per gli strascichi che ha lasciato a livello emotivo e relazionale nelle nuove generazioni». Per questo programma di lungo raggio ci sono i buoni auspici degli anni precedenti. «Dopo essere partiti nel 2021 con una serie di appuntamenti online, siamo andati avanti l’anno successivo con confronti di persona riunendo centinaia di utenti – precisa Chiara Maddalena, operatrice di Radicà – Il filo conduttore erano le “Traiettorie e linee comuni da costruire con i giovani dell’Alto Vicentino”». Se le si chiede se questi sforzi sono serviti al di là dei numeri nudi e crudi, Maddalena risponde che qualche frutto è stato raccolto di sicuro: «I partecipanti alle precedenti edizioni hanno creato momenti di aggregazione e sono pronti a portarli avanti. Il problema è che l’Alto Vicentino è una zona vasta e frammentata tra tanti piccoli centri, metterli in collegamento anche come politiche è una bella sfida». Per chi a questa sfida volesse prendere parte, la mail è laboratori@radicaonlus.it (R. T.)
Veneto Agricoltura ha confermato che tra il 2021 e il 2022 in provincia di Padova sono fallite e chiuse 321 aziende agricole, meno 2,9 per cento da un anno all’altro. Pandemia, guerra, aumento delle materie prime sono le cause principali.
Il Consiglio regionale del Veneto, nella giornata di martedì 7 febbraio, ha approvato con 44 voti favorevoli, il progetto di legge statale n. 29, che introduce il divieto di intestare strade, piazze pubbliche, monumenti, lapidi o simboli permanenti a coloro cui siano state riconosciute, dal punto di vista storico o giudiziale, responsabilità politiche e di governo per azioni efferate, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.