Idee
Con i primi caldi, mentre gli studenti di terza media e quinta superiore si cimentano nelle prove di esame, tutti gli altri hanno ricevuto le famigerate pagelle. Una volta erano cartacee e si andavano a ritirare a scuola di persona, oggi arrivano direttamente sugli smartphone, ma l’emozione è sempre la stessa ed è un’emozione che riguarda le famiglie intere. La trepidazione non è solo dell’alunno, ma anche dei genitori e, se ci sono, pure dei nonni. Quando si è promossi e i voti sono buoni o molto buoni è una soddisfazione per tutti ed è un’occasione per ringraziarsi reciprocamente. I genitori sono grati ai figli per l’impegno profuso, questi ultimi, se onesti, non possono non dimostrare gratitudine per i padri e le madri che con il loro impegno e la loro cura hanno creato le migliori condizioni perché i ragazzi potessero studiare con serenità, ottenendo un meritato profitto. Talvolta, per festeggiare il buon esito dell’anno scolastico, i genitori o anche più frequentemente i nonni, propongono dei regali o dei premi pecuniari. Bisogna che, in questo ambito, si eserciti molta prudenza e non si esageri, addirittura sorprendendo il destinatario. Da un lato non c’è niente di male a ricompensare lo studente che si è distinto nel corso dell’anno, dall’altro, però, è importante che un eventuale premio non sia dato per scontato. Deve, infatti, rimanere solido il principio che non solo nelle scuole dell’obbligo, ma anche fino al termine delle scuole superiori i ragazzi sono chiamati a svolgere quello che è il loro “dovere”. Un impegno, quello scolastico, che è la prima forma di responsabilità che si chiede ad una persona nel suo percorso di crescita, una responsabilità che non si può comprare, ma se mai solo equilibratamente incentivare. Del resto ci sono tanti modi di condividere la gioia per una promozione. Per esempio, durante le vacanze estive, può essere molto piacevole quanto istruttivo ed interessante mettere in programma una visita ad un luogo che è stato studiato durante l’anno dal ragazzo a scuola. È un modo per stare insieme ed imparare cose nuove. Dopo aver studiato un fatto storico, o un’opera d’arte, calcare quel luogo o vederla concretamente è il presupposto migliore per non dimenticare più quel tassello di cultura e farlo proprio per sempre. Anche rileggere insieme, in famiglia, un testo che il figlio ha studiato durante l’anno può essere un bel modo di rimettere in circolo lo studio scolastico e in qualche modo far sì che quanto appreso a scuola divenga un patrimonio culturale per tutto il nucleo famigliare, dove ogni membro apporta il suo punto di vista e il contributo del suo vissuto a partire dall’opera letteraria condivisa. Ma, come sappiamo, la consegna delle pagelle, per tanti ragazzi può essere un momento molto difficile perché presentano delle insufficienze e dei debiti a settembre, se non addirittura delle bocciature. È importante che in queste situazioni i genitori esercitino autocontrollo e pazienza e non facciano prevalere la tendenza a drammatizzare l’accaduto e colpevolizzare in modo eccessivo i loro figli. Bisogna partire dalla consapevolezza che i ragazzi sanno già di aver mancato un obbiettivo perché è scritto nero su bianco e bisogna aiutarli a ripartire da questa caduta, responsabilizzandoli, ma anche sapendoli incoraggiare. Si tratta di allontanare il senso di fallimento e promuovere, invece, un dialogo pacato che aiuti ad analizzare cos’è successo e perché e sproni a ripartire con tutto l’ottimismo possibile. I genitori sono chiamati a fare uno sforzo per superare la delusione e non limitarsi a rimproverare perché in questa fase i loro figli hanno soprattutto bisogno di essere sostenuti. E questo vale ancora di più per chi deve ripetere l’anno. È in famiglia che il ragazzo può trovare la forza per rialzarsi dopo questa battuta d’arresto, senza considerarla una condanna. I mesi estivi possono essere impiegati per ritrovare insieme lo slancio per il riscatto nel nuovo anno scolastico.