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Radici salde per mettere le ali: ad Arsego la Festa dei nonni è diventata un ponte tra generazioni. Quest’anno la tradizionale ricorrenza ha portato con sé alcune novità, nel segno della memoria e della cura reciproca.
«I nonni sono angeli custodi» ha ricordato nella messa il parroco don Massimo Facchin, sottolineando il ruolo di chi, attraverso la propria esperienza, continua ad accompagnare figli e nipoti. Un’immagine che si lega al tema delle radici: «Se hai radici salde puoi guardare al futuro, puoi mettere le ali». Ed è proprio questo il filo conduttore della giornata che ha visto la numerosa partecipazione di nonni e famiglie.
Al termine della messa sono stati piantati due ulivi a fianco della chiesa, donati dal Gruppo Ambiente di San Giorgio delle Pertiche. Un gesto semplice, ma di forte impatto simbolico: alberi che crescono nel tempo, affondano le radici nel terreno e guardano verso l’alto, proprio come le generazioni che si susseguono.
La festa ha coinvolto anche il centro infanzia parrocchiale “San Giuseppe”, dove è stato inaugurato un nuovo murale sulla facciata d’ingresso, realizzato dall’artista Cizerocentodieci. «L’opera rappresenta la cura tra generazioni – spiega don Facchin – quel passaggio da una generazione all’altra fatto di attenzione, memoria e presenza».
Un passaggio che ad Arsego non è soltanto rappresentato, ma vissuto concretamente. Alcuni nonni
del Gruppo Terza età, una volta alla settimana, entrano nella scuola dell’infanzia per incontrare i bambini e raccontare loro le storie di quando erano piccoli. Ricordi, giochi, esperienze che diventano così patrimonio condiviso.