Fatti
L’Altopiano dei Sette Comuni si arricchisce di una nuova realtà sociale che avvicina la comunità all’inclusione delle persone con abilità diverse: lunedì 20 luglio è stato inaugurato, in via Cesare Battisti 10 ad Asiago, il nuovo negozio della cooperativa sociale San Matteo e San Luigi, nata per volontà di don Antonio Bortoli, che dal 1984 ha accolto quotidianamente persone con disabilità in uno spazio adiacente alla canonica da cui è nato il centro diurno. Ancora oggi, questo rappresenta l’unico presidio territoriale accreditato dall’Ulss 7 Pedemontana a fornire interventi di carattere educativo, riabilitativo e assistenziale. Dal lunedì al venerdì la struttura accoglie 27 persone tra i 18 e i 65 anni provenienti da ogni Comune dell’Altopiano; i dipendenti sono 19 tra operatori, educatori e amministrativi, oltre a sette componenti del consiglio di amministrazione.
Alla cerimonia di inaugurazione del punto vendita erano presenti don Antonio Guarise, parroco del Duomo di Asiago, che ha benedetto il locale, Fabio Lorico, direttore dell’unità operativa complessa disabilità e non autosufficienza dell’Ulss 7 (distretto di Bassano), Federica Campagnolo, educatrice, e Roberta Rigoni, assistente sociale oltre alle persone seguite dalla cooperativa con le loro famiglie e il personale.
«L’idea di aprire un negozio è nata da due operatrici: abbiamo voluto uscire dalla struttura e avvicinarci alla comunità con l’obiettivo di scardinare qualche stereotipo ancora esistente sulla disabilità» ha commentato Maria Mosele, presidente della cooperativa. Ogni persona accolta nel centro diurno può sviluppare la propria creatività attraverso i diversi laboratori proposti e differenziati in base alle abilità di ciascuno: ceramica, falegnameria, cucito, carta riciclata, cucina, teatro e altri. «Da questi laboratori nascono oggetti meravigliosi – ha continuato Mosele – Finora potevamo esporli in occasioni sporadiche, ma con l’apertura del negozio sarà possibile mostrarli e venderli al pubblico quotidianamente. Non solo: lo spazio del negozio permette anche di ospitare qualche laboratorio e assistere in diretta al processo di creazione di questi oggetti. Lavorando, queste persone non solo acquisiscono nuove abilità ma hanno anche più fiducia in loro stesse perché vedono riconosciute e apprezzate le loro opere».
Durante la settimana saranno proprio i ragazzi del centro diurno che, a turno, prenderanno parte alla gestione del negozio insieme agli operatori. «Anche la comunità risponde positivamente alle nostre iniziative: molte persone si sono rese disponibili, volontariamente, a tenere aperto il punto vendita anche durante il fine settimana» ha concluso Mosele. Il prossimo obiettivo? Il trasferimento del centro diurno, in autunno, nella nuova sede di Gallio, dove avrà spazi interni ed esterni più grandi.