Fatti
È stata inaugurata giovedì 15 maggio, ad Asiago, la prima Casa di comunità dell’Ulss7 Pedemontana. La struttura, situata in via Monte Sisemol nell’edificio riqualificato dell’ex distretto socio-sanitario, è stata realizzata in soli 11 mesi grazie a un investimento di 735 mila euro, coperto in larga parte da fondi del Piano nazionale ripresa resilienza (500 mila euro, a cui si aggiungo 200 mila euro circa da finanziamento Fst e la parte rimanente finanziamento Foi-Fondo opere indifferibili). La nuova Casa di comunità si estende su due piani per un totale di 1.850 metri quadrati e rappresenta un modello organizzativo innovativo, progettato per portare servizi sanitari essenziali più vicini ai cittadini, riducendo la pressione sugli ospedali. Vi operano due ambulatori di continuità assistenziale, la centrale dell’Assistenza domiciliare integrata, il Punto unico di accesso, la Centrale operativa territoriale, il Centro di salute mentale, il Serd, il servizio vaccinazioni, il consultorio familiare e un’area polifunzionale per incontri e attività comunitarie. La struttura offre inoltre servizi di specialistica ambulatoriale in neurologia, cardiologia, pneumologia, diabetologia, oculistica e dermatologia, con accesso modulato in base alla domanda dell’utenza. A completare l’offerta: cure palliative, medicina dello sport e attività di screening preventivo. È prevista anche la presenza dei medici di medicina generale e dell’infermiere di famiglia. «Questa è la dimostrazione concreta della nostra strategia: meno ospedale, più territorio – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin – Strutture come questa permettono di offrire servizi rapidi, accessibili e vicini ai cittadini, contribuendo a ridurre le liste d’attesa e migliorare la qualità dell’assistenza. Il Veneto è tra le Regioni più avanzate nella realizzazione delle Case di comunità, con 25 già operative sulle 99 previste entro il 2026 secondo gli obiettivi del Pnrr». Il direttore generale dell’Ulss7 Carlo Bramezza: «Ciò che scopriranno i cittadini è che non si tratta di un modello teorico, ma di una novità che avrà un impatto concreto e positivo su molti aspetti, migliorando la nostra capacità di dare risposta alle loro esigenze».