“Il 14 dicembre i nostri fratelli e sorelle ebrei si sono riuniti a Bondi per celebrare Hanukkah, una festa di luce e speranza. Ma le loro speranze di una celebrazione pacifica sono state distrutte dall’orribile violenza scatenata contro di loro”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Perth, mons. Timothy Costelloe, presidente della Conferenza episcopale australiana, in una dichiarazione in risposta all’attacco di Bondi. “Nei giorni e nelle settimane seguenti abbiamo sentito ripetere molte volte che ‘non c’è posto per l’antisemitismo in Australia’. Tragicamente, ora ci troviamo di fronte alla terribile verità che esistono luoghi oscuri nella nostra società dove questo più antico degli odi continua ad annidarsi”, ha proseguito il presule. “L’istituzione della Richardson Review sull’adeguatezza delle forze di polizia e degli organismi di sicurezza e intelligence incaricati di proteggere gli australiani dagli attacchi terroristici è un passo importante per garantire che l’attacco del 14 dicembre non si ripeta. Se ci sono stati fallimenti, devono essere identificati e corretti rapidamente”, ha sottolineato mons. Costelloe. “È importante, tuttavia, anche individuare e affrontare le radici più profonde dell’antisemitismo in Australia e proporre modi per sradicarlo”, ha aggiunto. “Solo illuminando gli angoli oscuri della nostra società – comprese le istituzioni politiche, economiche, accademiche, mediatiche, religiose e culturali – possiamo sperare di smascherare l’antisemitismo che altrimenti rimarrebbe invisibile, non riconosciuto e non affrontato”, ha concluso. “Una società che protegge la comunità ebraica è una società che protegge tutti”.