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Attenzione alle zanzare. In Veneto circola la West Nile
Circolazione moderata del West Nile in Veneto. In crescita i casi di febbre Dengue. Importante utilizzare repellenti cutanei, zanzariere e larvicidi
FattiCircolazione moderata del West Nile in Veneto. In crescita i casi di febbre Dengue. Importante utilizzare repellenti cutanei, zanzariere e larvicidi
La presenza del virus West Nile (Wnv) nelle zanzare campionate in Veneto e Friuli Venezia Giulia si attesta intorno all’1 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati comunicati dal Laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Izsve). Nonostante la circolazione del virus nelle zanzare sia moderata, il rischio per la salute umana non va sottovalutato. Secondo l’ultimo bollettino sulle malattie trasmesse da vettori della Regione del Veneto, sono infatti otto i casi di West Nile neuroinvasiva e quattro di febbre West Nile, ma i numeri potrebbero aumentare con il perdurare del caldo estivo. La febbre West Nile è trasmessa dalla puntura di zanzare infette del genere Culex che pungono prevalentemente dall’imbrunire (durante la notte e all’alba). Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica, in alcuni casi si manifesta con febbre improvvisa, cefalea, dolori muscolo-articolari, stanchezza, nausea, vomito, rash cutaneo. Il rischio che si sviluppi una malattia neuroinvasiva è più elevato fra gli adulti di oltre 60 anni di età. «Fortunatamente quest’anno la diffusione della West Nile è abbastanza contenuta, anche se l’attenzione da parte delle autorità sanitarie è sempre molto alta dopo i recenti casi di Padova e Pordenone – dichiara la Dirigente generale Antonia Ricci – A differenza dei casi di Dengue, Chikungunya e Zika, segnalati in persone di ritorno da viaggi all’estero, soprattutto in Sudamerica e Paesi tropicali, il virus West Nile è endemico nel nostro territorio e pertanto la probabilità di contrarre l’infezione è maggiore». La sorveglianza entomologica dell’Izsve prevede l’utilizzo di 92 trappole per la cattura delle zanzare, distribuite fra Veneto (64) e Friuli Venezia Giulia (28). Il monitoraggio comincia nel mese di maggio e prosegue fino a ottobre. Le catture avvengono una notte ogni 15 giorni per ciascun sito, in maniera alternata, in modo da avere delle trappole attive ogni settimana per ogni provincia. Alla data del 5 agosto, in Veneto su 1.659 pool di zanzare analizzati sono stati trovati 22 pool di zanzare positivi a Wnv (1,33 per cento) e 2 a Usutu virus. Tutti i pool positivi erano costituiti da Culex pipiens. Ogni pool contiene al massimo 100 zanzare. Di tutte le specie di zanzare catturate, la Culex pipiens (zanzara comune) è la più numerosa, con punte di quasi il 90 per cento in Veneto. Diversa la situazione per la febbre Dengue, malattia che da noi è trasmessa dalla zanzara tigre, con il maggior numero di casi in Italia (283), ma tutti di importazione. Il virus è trasmesso dalla puntura di zanzare infette del genere Aedes, che pungono prevalentemente di giorno. In Veneto l’incidenza della Dengue è addirittura quadruplicata rispetto al 2023, con 55 casi, mentre il bollettino regionale riporta anche casi di Zika (2), Chikungunya (1) e febbre Oropouche (1), anche questi dall’estero. «Nel giro di pochi anni, con la ripresa del turismo dopo la pausa Covid, abbiamo avuto un aumento progressivo dei casi di Dengue nel nostro Paese, in persone di ritorno da regioni tropicali – ribadisce Antonia Ricci – Per affrontare al meglio un viaggio in zone a rischio, prima di partire è bene consultare i centri di medicina dei viaggi delle Ulss per consigli e indicazioni, mentre se al ritorno si accusano sintomi come febbre e malessere occorre rivolgersi immediatamente al proprio medico curante».
È importante adottare corrette abitudini per evitare le punture di zanzara, come per esempio l’utilizzo di repellenti cutanei, zanzariere in casa e larvicidi nelle aree verdi private.

Utilizzare prodotti registrati come Presidi Medico Chirurgici (Pmc) presso il Ministero della Salute o come Biocidi secondo il regolamento (Ue) 528/2012. I prodotti efficaci contengono: Dietiltoluamide, Icaridina, Etil butilacetilaminopropionato e Paramatandiolo. Quelli a base di citronella, lavanda e bergamotto non garantiscono un’efficacia adeguata.