So chi sia e che faccia abbia Taylor Swift solo perché l’ultima volta che mi sono iscritto in palestra (tra il 2013 e il 2014), gli schermi delle TV riproducevano in continuazione un suo – appariscente – video musicale. Ma poiché le casse riproducevano un’altra stazione radio, ci ho messo un po’ a collegare la voce all’immagine.
Lo ammetto. Sono vittima di deformazione professionale, ovvero quella tendenza a giudicare e valutare il mondo secondo i principi – e la materia – del mio lavoro, cioè il giornalista e il comunicatore.
La Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, che si è chiusa a Trieste domenica 7 luglio con papa Francesco, ha ribadito la necessità, di fronte alla crisi delle istituzioni e della politica, di un rinnovato impegno dei cattolici nella cosa pubblica. Sul principio, tutti d’accordo. Sulle modalità, però, le idee non sono abbastanza chiare.
Case alpine, campeggi, città, luoghi di volontariato, luoghi di servizio, cammini... Con l’estate si apre per migliaia di giovani delle parrocchie, delle associazioni e dei movimenti un tempo di esperienze di crescita “forti”.
Come ho scritto in questo stesso spazio nel suo esordio a gennaio, questa rubrica, Mirifica, deve il suo nome al decreto del Concilio Vaticano II che nel 1963 pose esplicitamente all’attenzione di tutta la Chiesa il tema delle comunicazioni sociali Meravigliose invenzioni.
“Paese che vai, setta che trovi” si potrebbe dire. Al di là dei proverbi presi in prestito, è corretto notare come anche i fenomeni religiosi estremi rispondano alle logiche umane, sociologiche e persino economiche dei luoghi in cui avvengono.