Missione di confine e missione sul confine. Quello, per la precisione, tra Venezuela e Brasile, attraversato da milioni di venezuelani in fuga da un Paese di fatto collassato. La periferia per eccellenza che unisce dimensioni geografiche a dimensioni esistenziali è diventato un punto di incontro tra Paesi, ma anche tra diverse Chiese locali e tra gli slanci missionari di Diocesi venete diverse che hanno unito le forze: Padova, Treviso e Vicenza.
È in programma domenica 5 febbraio, dalle 15 alle 18, all’istituto Don Bosco di via san Camillo de Lellis 4, a Padova, l’assemblea missionaria diocesana dal titolo “Raccontare la missione oggi”.
Il presidente del Consiglio nazionale di Anci ha presieduto i lavori della Commissione Civex del Comitato delle Regioni. “Serve un approccio europeo”. In una riunione fissata nelle prossime settimane saranno convocati la Commissione europea e il Parlamento, "che saranno presenti per ascoltare testimonianze dei presidenti di regione e dei sindaci che vivono questa situazione"
La data cerchiata con il pennarello rosso sul calendario è il 9 aprile. Un appuntamento da non scordare: un “Appuntamento con il Risorto”. È stata presentata nei giorni scorsi la “Quaresima di fraternità”, ormai consueta proposta di animazione promossa dall’Ufficio per la pastorale della missione, in collaborazione con l’Ufficio per l’annuncio e la catechesi, l’ufficio di Pastorale della famiglia e l’Ufficio per le comunicazioni sociali.
Mensa di solidarietà a Solagna Aperta. cinque anni fa, offre molto più di un pasto caldo alle persone in difficoltà. Ciò è possibile grazie al dialogo con tutte le realtà del territorio
È dalla capacità di creare uno spazio dentro di noi per l’altro che nascono gli atti delle comunità, delle Caritas parrocchiali, dei centri di ascolto vicariali. Accoglienza è creare lo spazio relazionale, non solo mettere a disposizione un luogo, in cui l’altro possa sentirsi capito, accolto e valorizzato. Come avviene a Casa Santa Chiara, dove da inizio anno sono accolte persone senza dimora. Qui, ad accoglierli, c’è un gruppo di volontari
Tre donne, residenti a Padova, dai 49 ai 59 anni. Ancora “perché”, ma una domanda opposta: perché non sei rimasta in parrocchia? Risposte non banali e più di un paio di assonanze con il mondo “frequentante”. I nomi con cui le chiameremo, per confrontarci in libertà dietro il velo dell’anonimato, sono Sofia, Maria ed Elisabetta.
L’associazione: “Mentre va scomparendo la generazione dei sopravvissuti e dei testimoni della Shoah, il Giorno della Memoria invita tutti ad assumersi la loro eredità e richiama le istituzioni a una maggiore vigilanza per contrastare la diffusione di pregiudizi antisemiti e razzisti, ancora troppo presenti non solo su internet, e di slogan e atteggiamenti intolleranti nello spazio pubblico”