Centri d'ascolto. Sono più di 3.350 in Italia e l'11 e 12 giugno si sono riuniti a Roma. Presentato un documento che aiuta a riorientarne l'azione finché le comunità (cristiane e civili) non saranno accoglienti e inclusive. I centri d’ascolto sono strumenti per mettersi in prossimità con le persone in stato disagio, ma la loro presenza non esclude mai il coinvolgimento della comunità ecclesiale (e territoriale) tutta.
Nasce una nuova opportunità per le famiglie padovane, grazie all’ufficio diocesano per la pastorale della famiglia. Si chiamerà “Spazio ascolto famiglie”, e sarà frutto anche del supporto del consultorio familiare del Centro femminile italiano di Padova.
Riprenderà a novembre il Biennio di formazione in pastorale familiare. La proposta è rivolta a coppie di sposi disponibili a formarsi per accompagnare al matrimonio cristiano e accompagnare gli sposi cristiani, i genitori che chiedono il battesimo dei figli, le famiglie dell’iniziazione cristiana e, più in generale, le famiglie della comunità cristiana nei vari ambiti di pastorale.
La Diocesi di Padova, in una nota pubblicata nei giorni scorsi, fornisce indicazioni pratiche per dare concretezza all’esortazione apostolica Amoris laetitia in cui papa Francesco parla delle coppie formatesi dopo la fine del matrimonio e l'eventuale riammissione ai sacramenti. Ogni coppia avrà tempi e cammini diversi e sarà accompagnata. Il vescovo ha creato un’equipe diocesana dedicata.
Gesuiti. Come ogni anno, sono numerose le proposte estive in tutta Italia per ogni età: settimane bibliche, corsi di spiritualità, proposte di servizio tra arte e fede. I minicorsi per ragazzi abbracciano ogni dimensione dalle relazioni all’interiorità
I mattoni della ricostruzione siriana tenuti insieme con la malta della sofferenza. Tra i malati degli ospedali cattolici di Damasco e Aleppo, protagonisti del progetto "Ospedali aperti" voluto dal nunzio apostolico, il card. Mario Zenari. Solo pochi giorni fa il Pontefice, pensando alla Siria, ha avvertito “il rischio di una ancora maggiore crisi umanitaria” e ricordato quelli che “non hanno cibo, non hanno cure mediche, non hanno scuola, gli orfani, i feriti e le vedove levano in alto le loro voci”. La risposta arriva dalle corsie di questi ospedali che il Sir ha visitato.