Proprio come i corridoi umanitari, i corridoi universitari permettono a persone rifugiate di arrivare legalmente nel paese di accoglienza, senza rischiare la vita attraversando il deserto e il mare e senza doversi consegnare a trafficanti di uomini senza scrupoli. In questo caso, però, c’è la possibilità di studiare, formarsi e contribuire – spesso in maniera decisiva – al proprio futuro e a quello della propria famiglia.
Da oltre vent’anni va avanti nel silenzio e nel nascondimento, tanto che l’indirizzo della sua sede non viene rivelato per motivi di sicurezza. Il “Progetto Miriam” – portato avanti dalle suore Francescane dei Poveri, rispondendo a un appello dell’allora vescovo di Padova Antonio Mattiazzo – rappresenta l’impegno della Chiesa di Padova a favore delle vittime della tratta.
Don Mattia Ferrari racconta la sua esperienza a bordo della nave Mare Jonio per salvare migranti che solcano le acque del Mediterraneo. «ho visto persone con la morte negli occhi resuscitare».
La 29a edizione non si limita a riportare i dati ma offre chiavi di lettura per inquadrare un fenomeno che nel solo 2019 ha riguardato 272 milioni di persone nel mondo
Sostegno sociale parrocchiale. Istituito un fondo, da parte della Diocesi, per intervenire nelle situazioni di difficoltà causate dalla crisi in atto. Ogni comunità è invitata ad attivarsi per incrementarlo. Coinvolgere la comunità: è questo l'obiettivo del "Sostegno sociale parrocchiale". «Lo stile è quello del "buon vicinato", per intercettare chi vive una condizione di fragilità. È importante, però, che non sia solo la Caritas a occuparsene».
Sono invitati i volontari delle Caritas parrocchiali e dei centri di ascolto vicariali, ma anche tutti gli operatori pastorali. Il tema: la fragilità. Interverranno, tra gli altri, il sociologo Luigi Gui su come la pandemia ha compito il particolare gli ultimi, e Massimo Santinello, docente alla facoltà di psicologia all’Università di Padova, sugli studi rispetto al “buon vicinato”