Giornata mondiale dei poveri. Domenica 17 novembre ricorre per la terza volta l'appuntamento voluto da papa Francesco che nel suo messaggio auspica: «Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti». La povertà più grave è quella di relazioni. La speranza si accende con l'incontro personale e il dialogo, autentico e rispettoso
16 novembre. All'Opsa di Sarmeola tradizionale appuntamento: tutti gli operatori sono chiamati a raccolta da Caritas diocesana sullo slogan #primagliultimi
Vocazioni. Venerdì 15 novembre parte il percorso "Gli Occhi della Parola" che nel 2020 farà tappa nei siti candidati Unesco per la pittura del Tre e Cinquecento. Il 24 a Casa Sant'Andrea riprende il gruppo vocazionale
Padova apre le porte del suo ateneo allo sport per la seconda edizione del Festival della cultura paralimpica. Nella città Capitale europea del volontariato per il 2020 arrivano atleti del calibro di Alex Zanardi. Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralitico spiega il Festival che racconta una storia iniziata a Roma nel 1960 con le prime paralimpiadi.
Assemblea diocesana. Sabato 16 novembre all'Opsa si riunirà tutta la "galassia" di Caritas Padova, dai gruppi parrocchiali ai centri d'ascolto vicariali. Aumenta la consapevolezza che a contare non sono i servizi, ma l'educazione
«Non scegliamo la povertà, ma le persone da amare. E lo facciamo con lo stesso sguardo e con lo stesso amore che san Francesco ha attinto da Gesù Cristo». Così padre Alfredo Feracin, frate cappuccino coordinatore della mensa dei cappuccini di San Leopoldo, racconta ciò che ispira l’attività della mensa dei frati la cui origine si perde nelle notti della memoria.
L'iniziativa, che rientra nell'edizione 2019 del Welcome Festival, ha coinvolto circa 60 cittadini che, davanti alla stazione, dalle 8 di martedì 29 ottobre per oltre cinque ore, hanno letto ininterrottamente tutti i nomi delle oltre 34 mila vittime che da 25 anni cercano di attraversare il mar Mediterraneo. Accanto a Nabil, Omar, Sahin, Nazmieh, Lejla, ci sono tanti “sconosciuti”, sono i corpi impossibile da identificare, di cui non si sa nulla, nome o terra d’origine.