Bruno Desidera

Bruno Desidera

Il Cile cerca una via d’uscita. Gaviria: “Nuovo patto sociale e provvedimenti strutturali“

Diverse chiese sono state attaccate, incendiate o profanate, a Santiago, Talca, Valdivia. Continua a covare il malessere nei confronti della politica, ma anche la stanchezza verso una violenza cieca a gratuita. Il presidente Sebastian Piñera ha parlato ha annunciato il rafforzamento della presenza di carabinieri e forze dell’ordine, pure senza reintrodurre stato d’emergenza e coprifuoco

Bolivia, Evo Morales si dimette. Vescovi: “Non è un colpo di Stato, ora transizione rispettosa della Costituzione”

“Come Conferenza episcopale stiamo accompagnando questo processo di transizione chiedendo due cose: che esso avvenga da un lato in modo pienamente legale e rispettoso della Costituzione, e dall’altro che esso avvenga in modo pacifico. Chiediamo che venga installato un nuovo Tribunale elettorale rinnovato e al di sopra di ogni sospetto, per avere elezioni pienamente democratiche”. presidente della Conferenza episcopale boliviana, mons. Ricardo Centellas, all’indomani delle dimissioni di Evo Morales

Massacri in Colombia. I leader indigeni denunciano: “Ci assassinano perché difendiamo il territorio”

Oggi la Conferenza episcopale colombiana e il nunzio apostolico in Colombia, mons. Luis Mariano Montemayor, hanno allargato a tutto il Paese l’invito a una preghiera di tre minuti per la pace e la vita, inizialmente lanciato dall’arcivescovo di Popayán, mons, Luis José Rueda Aparicio, in seguito ai due massacri che la scorsa settimana hanno insanguinato il nord del dipartimento sudoccidentale del Cauca

Elezioni in Argentina e Uruguay: qual è il risultato uscito dalle urne?

In Argentina si assiste al ritorno del peronismo di sinistra, con la vittoria al primo turno di Alberto Fernández, che a scrutinio quasi completato ottiene il 48,1%, contro il 40,4% del presidente uscente, Mauricio Macri, liberale di destra. In Uruguay, invece, bisognerà attendere il ballottaggio per vedere se la sinistra del Frente Amplio, con Daniel Carlos Martínez, riuscirà a confermarsi o dovrà cedere il passo al Partito Nazionale di destra di Luis Alberto Lacalle Pou

La febbre dell’oro in Venezuela, dove l’”Arco minero” è territorio da depredare. L’inascoltata denuncia della Chiesa

In un Paese ridotto alla fame da una politica dissennata c'è un territorio grande come l'intera Italia settentrionale ricchissimo di risorse estrattive. Il cosiddetto “Arco Minero dell’Orinoco”, lungo il grande fiume omonimo, è costellato di attività minerarie in mano a gruppi criminali e mafiosi, paramilitari: il risultato è un luogo di violenza, di deforestazione, di sfruttamento incontrollato. Mons. José Ángel Divasson Cilveti, vescovo emerito di Puerto Ayachuco e presidente della Repam, racconta l'impegno inesausto della Chiesa guardando al Sinodo amazzonico

Bolivia, Morales in testa ma sarà ballottaggio con Mesa

I dati, seppur provvisori, confermano le attese. In Bolivia, dovevano essere le prime elezioni realmente incerte da quasi 15 anni a questa parte. E i risultati del primo turno confermano che sarà necessario un ballottaggio, previsto per il prossimo 15 dicembre, per sapere chi tra Evo Morales, presidente uscente e alla caccia del quarto mandato consecutivo, e Carlos Mesa, suo predecessore tra il 2003 e il 2005, sarà il prossimo presidente della Repubblica

Messico: guerriglia urbana per il figlio di “El Chapo”. Appello dei vescovi: “Pentirsi e convertirsi”

Una guerra urbana scatenata dal Cartello di Sinaloa ha costretto le forze dell’ordine messicane a rilasciare, dopo averlo arrestato, Ovidio Guzmán López, uno dei dieci figli del boss del narcotraffico "El Chapo". “L’immagine che emerge è quello di uno Stato che ha fallito. E di un crimine organizzato che ha il controllo totale del territorio”, commenta al Sir Carlos Cruz, impegnato contro mafie e narcotraffico in vari Stati messicani

Tensioni in Ecuador, la mediazione dei vescovi svelenisce il clima

Sembra rasserenarsi la situazione in Ecuador, alle prese da giorni con manifestazioni di protesta che hanno causato anche la morte di tre persone. La giornata di ieri, iniziata con uno sciopero generale e con la prospettiva che le proteste in tutto il Paese contro il Governo di Lenín Moreno potessero sfociare in scontri ancora più gravi di quelli dei giorni precedenti, è trascorsa in un clima un po’ più tranquillo. Anche per l'intervento della Chiesa che si è resa disponibile a facilitare il dialogo tra esecutivo e i rappresentanti sindacali e indigeni