Identificare con un simbolo l’articolo creato anche con il contributo dell’IA, l’intelligenza artificiale: è l’appello lanciato in questi giorni dal Consiglio Direttivo dell’Ucsi Sicilia (Unione Cattolica Stampa Italiana).
“La guerra sta uccidendo anche la dignità umana, le persone ormai sono ridotte a vivere come animali, se non peggio. Mi chiedo perché tanta crudeltà. E il mondo resta in silenzio”. Da Gaza si alza la voce di suor Nabila Saleh che ringrazia Papa Francesco per l'ennesimo accorato appello per la fine della guerra. Al Sir la religiosa fa il punto sulla situazione all'interno della Striscia
"A Gaza si muore di fame due volte perché gli aiuti umanitari non arrivano, vengono negati e si muore facendo la fila per un pezzo di pane": lo dice padre Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, commentando al Sir la morte di oltre 100 palestinesi ieri, a Gaza City, durante il tentativo di prendere cibo da un convoglio umanitario
Oggi , 140° giorno di guerra a Gaza tra Hamas e Israele, oltre 1000 alunni e studenti delle Scuole cristiane di Gerusalemme hanno camminato lungo la Via Dolorosa della Città Santa, pregando la "Via Crucis” per chiedere la pace. Il racconto di padre Faltas e le parole del Custode di Terra Santa, padre Patton.
“Dilatate il vostro cuore e aiutateci secondo le vostre possibilità, così anche noi potremo continuare a prenderci cura di questa Terra Santa e dei suoi figli”: è l’appello che il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, lancia oggi, in vista della Colletta del Venerdì Santo, tradizionalmente dedicata al sostegno dei Luoghi Santi.
Dai pressi di Rafah arriva la testimonianza di Karim, un infermiere che lavora in una delle strutture sanitarie della zona dove, dopo l'ordine di evacuazione dell'esercito di Israele, sono affluiti circa 1,3 milioni di sfollati dal centro e dal nord della Striscia. “Siamo continuamente sotto pressione, non sappiamo quale sarà il nostro futuro. La sensazione è quella che si può morire da un momento all’altro senza che ce ne rendiamo conto”.
Evacuare immediatamente i quartieri Zaitun e Turkman di Gaza City per non ritrovarsi in mezzo ai combattimenti. È quanto ha intimato oggi l’Esercito israeliano ai civili che abitano ancora in queste due zone della città. A confermare la notizia al Sir è suor Nabila Saleh, che si trova nella parrocchia cattolica sita proprio a Zaitun. La sua testimonianza e quella del parroco, padre Romanelli.
Nell’inferno di Gaza a soffrire, insieme a migliaia di bambini con le loro famiglie, ce ne sono circa 70 , affetti da epidermolisi bollosa (Eb), una rara malattia genetica che provoca bolle e lesioni in corrispondenza della pelle e delle mucose interne. Vengono chiamati “bambini farfalla” perché non possono essere toccati o abbracciati. Hanno bisogno di tante cure e di condizioni igienico sanitarie che a Gaza possono solo sognare. L'impegno di due infermieri, un palestinese e una italiana, per dare loro assistenza anche sotto le bombe. La speranza: farli arrivare in Italia per curarli
Donne nude e insanguinate, con mutilazioni genitali quasi sistematiche, corpi brutalizzati al punto da renderli irriconoscibili. Sono solo alcune delle testimonianze dei soccorritori accorsi sui luoghi attaccati il 7 ottobre scorso dai terroristi di Hamas. L’uso della violenza sessuale come arma di guerra non ha precedenti nella storia degli attacchi compiuti in Israele da terroristi palestinesi. “Siamo davanti ad un drammatico spartiacque nell'esperienza israeliana del terrorismo palestinese e globale” spiega al Sir Yifat Bitton, avvocato e fondatrice di Tmura, il Centro israeliano di anti-discriminazione