Si respira voglia di normalità a Leopoli, la città più occidentale dell’Ucraina divenuta in questi mesi il crocevia di chi parte e di ciò che arriva nel Paese che da cinque mesi sconta il peso dell’invasione russa.
Due italiani su tre hanno deciso di fare i bagagli e partire. Si stimano oltre 63 milioni di partenze, anche all’estero. Numeri da tutto esaurito e da livelli pre-pandemia, nonostante il rincaro dei prezzi che rende proibitivo noleggiare un auto, rilassarsi al mare o in montagna
Salari bassi? Prospettive personali riviste dopo la pandemia? Scansafatiche? Motivazioni che strattonano il lavoro stagionale tra offerta e domanda, ma a pesare è anche una scarsa organizzazione cronica di chi ricerca manodopera solamente al ridosso dell’estate
Lo sguardo di Aiuto alla Chiesa che soffre che è presente in Ucraina per sanare le ferite di una comunità che lotta per non disgregarsi, anche in virtù dei differenti culti
Nel Padovano, secondo i dati Cna, un’impresa su dieci ha visto la luce negli ultimi due anni, con tassi di natalità pari a 20 anni fa. Ora, però, non si può più improvvisare