Gigliola Alfaro

Gigliola Alfaro

Giochi, sport e disabilità. Albano (Agia): “Diritto di tutti e via di inclusione”. Le storie “positive” di Alma e di Marco

Il 28 maggio si celebra la Giornata mondiale del gioco, per la quale l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha lanciato l'invito a far giocare tutti insieme, con laboratori di gioco e/o di lettura ad alta voce per bambini e ragazzi con disabilità insieme agli altri coetanei: “Giocare tutti, nessuno escluso”. L'occasione per lanciare l'iniziativa è stata data dalla presentazione del documento di studio e proposta dell’Agia “Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità”, nel quale si mettono in luce alcune carenze nel nostro Paese: in Italia sono solo 234 i parchi gioco inclusivi, concentrati prevalentemente al Centro Nord e spesso non accessibili ai ragazzi con disabilità intellettiva o con disturbi dello spettro autistico. Manca una legge che renda effettivo il diritto al gioco e allo sport per tutti i minore, quelli con disabilità compresi. Servirebbero, inoltre, risorse economiche adeguate per supportare progetti e servizi locali come ludoteche, ludobus, giochi nei quartieri e consentire la riappropriazione degli spazi pubblici urbani senza barriere

Scampia: avviato cantiere per abbattere Vela verde. Don Gargiulo (parroco): “Non è Gomorra. I giovani restano per costruire una realtà diversa”

L'obiettivo della demolizione è una riqualificazione del quartiere di Napoli, noto per il degrado grazie all'immagine diffusa dai media, ma, oltre all'"epica del male" come la definisce il sacerdote alla guida della chiesa di Maria SS. del Buon Rimedio dal 2006, e ai tanti problemi che affliggono l'area, c'è anche una parte sana, la più consistente, che lavora e s'impegna. Il ruolo della Chiesa, spiega, è fondamentale per la missione evangelizzatrice, il sostegno di chi sta in difficoltà e come baluardo di legalità. L'auspicio è che si realizzino passi concreti, e non tiepidi, per un riscatto più incisivo, la garanzia dei diritti dei cittadini, un ritorno alla normalità. Un esempio? L'avvio della facoltà di Scienza della nutrizione

Attentati in Sri Lanka. Comunità Papa Giovanni XXIII: “Esserci è il nostro piccolo contributo”. L’impegno accanto alle “gemme scartate”

La missione, presente a Ratnapura dal 2005, si occupa di orfani e portatori di handicap fisici e mentali. “Nella nostra piccola esperienza il pilastro che favorisce il dialogo tra le religioni è la vita di condivisione diretta con gli ultimi, di qualsiasi razza e credo", dice Giovanna Fattori, che da tre anni vive nella missione in Sri Lanka

Minori di origine immigrata. A scuola personale formato e mediatori linguistici

Sensibilizzazione del personale, presenza di mediatori linguistici e culturali, particolare attenzione, a scuola, alla cultura della prevenzione: sono alcune delle raccomandazioni che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha rivolto a vari interlocutori per favorire “L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata”, come recita il titolo del documento presentato a Roma.

Giovani di origine immigrata. “Cittadini italiani e cittadini del mondo”, tre storie di integrazione riuscita

"L'inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata" è il documento di studio e proposta dell'Agia. La garante Filomena Albano: "La sfida delle raccomandazioni è ritenere non solo possibile, ma realizzabile la contaminazione delle culture, nel rispetto dell'identità culturale e dell'unicità di ogni bambino e ragazzo". Abbiamo raccolto la testimonianza di tre giovani che nati nel nostro Paese da genitori stranieri o venuti qui da piccoli si sentono italiani al 100%, senza, per questo, dimenticare le loro origini

Agguato mortale a Napoli. Il grido inascoltato di parrocchia e scuola: “Siamo soli e abbandonati. Questo non è un paese civile”

Nel rione Nuova Villa, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, in una strada nota per le "stese" della camorra, a pochi metri dalla chiesa San Giuseppe e Madonna di Lourdes e dall'Istituto comprensivo Vittorino da Feltri, un uomo è stato ucciso e un altro ferito, mentre accompagnavano un bambino di tre anni, rispettivamente il nipotino e il figlio, a scuola. Tante le attività di parrocchia e scuola per educare i ragazzi alla legalità e alla solidarietà, ma, dice don Modesto Bravaccino, "ai ragazzi sono spezzate le ali dall'assenza di opportunità". "Siamo tutti smarriti", afferma Valeria Pirone

Carlo Acutis. Mons. Sorrentino (Assisi): “Un vero maestro della rete del bene”

Sabato 6 aprile il corpo del ragazzo, morto a 15 anni per una leucemia fulminante, sarà traslato nel santuario della Spogliazione di Assisi. Nell'esortazione apostolica post-sinodale, "Christus vivit", Papa Francesco lo indica ai giovani come modello per un uso positivo dei nuovi mezzi di comunicazione. Al vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, che ha scritto il libro “Originali non fotocopie, Carlo Acutis e Francesco d’Assisi”, chiediamo di parlarci di questi due testimoni di santità, di epoche diverse, ma accomunati dall'amore per l'Eucaristia e i poveri e dalla capacità di conquistare i cuori

Roma. Il 6 aprile il convegno “Liberi di educare” a 300 anni dalla morte di San Giovanni Battista de La Salle

A 300 anni dalla morte di San Giovanni Battista de La Salle, patrono degli educatori cristiani, si terrà a Roma il 6 aprile, presso l’aula magna della Pontificia Università Lateranense, dalle 9 alle 13, il convegno “Liberi di educare”. A promuoverlo l’Ufficio scuola della diocesi di Roma e Rivista Lasalliana, trimestrale di cultura e formazione pedagogica.

Don Peppe Diana. Mons. Spinillo (Aversa): “Con la sua indimenticabile febbre da prete voleva rinnovare la società”

Il 19 marzo 1994 don Peppe Diana, sacerdote della diocesi di Aversa, è ucciso dalla camorra, mentre stava per celebrare la messa, nella parrocchia San Nicola di Bari a Casal di Principe. Era, infatti, "la punta di diamante, l'apice, di quella sensibilità che stava crescendo nella Chiesa di contrasto forte alla criminalità organizzata", che si concretizzò anche nel documento del Natale 1991, "Per amore del mio popolo". Del martirio di don Peppe e dei frutti buoni che sta dando per una vita migliore in quelle terre ci parla il vescovo Angelo Spinillo