“L’abuso sui minori, di qualunque natura esso sia, è un atto spregevole e atroce. Non è semplicemente una piaga della società e un crimine; è una gravissima violazione dei comandamenti di Dio”. A ribadirlo è stato Papa Francesco, nella catechesi dell’udienza in Aula Paolo VI, dedicata ancora una volta, come mercoledì scorso, ai bambini.
Il Santo Padre ha cominciato le udienze giubilari riassumendo il significato del Giubileo in un verbo: "ricominciare". Al termine, un ennesimo appello per la pace.
Don Vito Impellizzeri, uno dei 1.142 missionari della misericordia a cui Papa Francesco ha chiesto di essere suoi "ambasciatori" nel mondo per il Giubileo, spiega al Sir il significato di questa esperienza, inaugurata in occasione del Giubileo della misericordia del 2016. "Non è il Giubileo che fa la Chiesa, ma la Chiesa che fa il Giubileo". In uno scenario internazionale dominato da guerre e violenze, è urgente "avviare percorsi di perdono tra vittime e carnefici", perché "la giustizia non passa per le armi"
Il Santo Padre, a causa del persistere del raffreddore, ha affidato la lettura del tradizionale discorso di inizio d'anno a mons. Ciampanelli. Al centro, la "diplomazia della speranza", in un anno giubilare segnato dalla minaccia di una guerra mondiale. No all'antisemitismo e alla "cancel culture". "Inaccettabile parlare di un diritto all'aborto". "Troppe persone schiave del loro lavoro". Appello per l'eliminazione della pena di morte e il condono del debito dei Paesi poveri
Il Santo Padre ha concluso la prima udienza del 2025 con un ennesimo appello alla pace. Tema della catechesi, i bambini, e in particolare la piaga del lavoro minorile.
Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cesena-Sarsina, presentata da mons. Douglas Regattieri, e ha nominato vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina, con il titolo di arcivescovo “ad personam”, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, trasferendolo dall’arcidiocesi di Matera-Irsina e dalla diocesi di Tricarico, finora unite “in persona Episcopi”.
“Essere per ogni fratello e sorella un segno concreto di speranza, aprendo la porta del nostro cuore attraverso scelte di misericordia, bontà e giustizia”.