Biden contro Trump o Trump contro Biden: i risultati delle primarie statunitensi che si sono tenute martedì in 15 stati hanno chiaramente indicato che le elezioni di novembre saranno ancora una volta una sfida vintage, ma in uno scenario totalmente altro rispetto al 2020. Non c'è la pandemia, ma due guerre in corso, un'economia che pare florida ma non convince l'elettorato, un Congresso in cui l’ala moderata di entrambi i partiti si è enormemente ristretta. Ma il ruolo delle fedi continua ad essere determinante nel processo elettorale
L’età del presidente americano è in cima alle preoccupazioni degli elettori, che si preparano, ancora una volta ad una campagna elettorale vintage, come nel 2020. Gli Stati Uniti dovranno scegliere il prossimo novembre tra due candidati che viaggiano intorno agli 80 anni, tuttavia l’età del presidente americano Joe Biden sembra creare maggiore allarme di quella del suo probabile sfidante Donald Trump. Con i suoi 81 anni Biden sarà il candidato più anziano nella storia Usa e Trump con i suoi 77 gli è solo secondo. Tuttavia la percezione del pubblico è diversa
Le previsioni della vigilia non sono state smentite. Donald Trump ha trionfato nelle primarie repubblicane tenute in Iowa ed ha inaugurato ufficialmente la stagione elettorale degli Stati Uniti. Questo piccolo stato del Midwest, con poco più di 3 milioni di abitanti, lunedì sera, sotto temperature glaciali, a – 20 gradi Celsius, ha consegnato all’ex presidente una vittoria cruciale che rafforza la presa sul partito, nonostante le molteplici sfide legali che potrebbero rendere il suo ritorno alla Casa Bianca, una corsa ad ostacoli
Henry Kissinger: il perenne segretario di stato statunitense. A lui non si addiceva il prefisso ex, perché continuava ad essere il simbolo vivente della diplomazia americana, nonostante le controversie politiche e storiche che hanno accompagnato il suo operato e la sua persona, ben oltre gli otto anni in cui è stato in carica. Kissinger è morto mercoledì 29 novembre alle tre del mattino nella sua casa in Connecticut, da centenario
Il rabbino Burton L. Visotzky, professore di Midrash ed emerito di studi interreligiosi al Seminario teologico ebraico d’america di New York, non intende arrendersi. Hersh Goldberg-Polin è suo cugino: un giovane di 23 anni, uscito di casa venerdì scorso per celebrare la fine delle lunghe settimane festività ebraiche e lo Shabbat, ma mai rientrato a casa
Gli Stati Uniti vivono con animo molteplice il cammino sinodale e osservano a distanza quali implicazioni le decisioni finali potranno avere sulla loro fede. Il processo sinodale della Chiesa nordamericana è stato “disordinato”, “gioioso” e “unificante – come il Sinodo stesso”, hanno detto i coordinatori della fase preparatoria, presentando il documento di 36 pagine che raccoglie lo stato d’animo dei fedeli del Nordamerica. Tutti i partecipanti si sono mostrati particolarmente sensibili al tema dell’accoglienza e della non discriminazione.
Il silenzio è la condizione di molte delle donne che hanno vissuto un’esperienza traumatica di maternità surrogata. La sofferenza è uno status che si nasconde a parenti ed amici ed è molto difficile che qualcuna di queste mamme per procura osi contrastare la narrativa dell’altruismo e del dono che le lega al contratto di portare avanti una gravidanza per conto terzi. Tanya e Allen hanno sollevato la coltre su questo dolore silente, ma nascondono ancora la loro identità dietro nomi fittizi per proteggere i loro figli, la loro famiglia e quei bambini biologici, che ora sono figli di altri
Gli affari legati alla maternità surrogata secondo i dati raccolti da Global Market Insights hanno prodotto ricavi per 14 miliardi di dollari solo nel 2022 e se il trend continua alla stessa velocità, in dieci anni, i ricavi saranno 129 miliardi. Da questi numeri si comprende appieno come questa pratica sia legata a doppio filo ad un dualismo irrisolvibile tra commercio e sentimento, in cui per le agenzie/acquirenti il bambino è una merce con un prezzo, mentre per le mamme "ospitanti" il nuovo nato è un figlio da amare
Il vescovo ausiliare di Los Angeles, mons. David O'Connell, è stato rinvenuto nel suo appartamento ad Hacienda Heights con una ferita di arma da fuoco al torace, a pochi isolati dalla chiesa di San Giovanni Vianney. La sua morte ha lasciato la comunità cattolica di Los Angeles impietrita, poiché il vescovo ausiliare, nominato da Papa Francesco nel 2015, era considerato un "pacificatore". La polizia indaga per omicidio