“La resistenza ucraina non è solo militare e politica. È soprattutto una resistenza spirituale. È la resistenza di un popolo che non rinuncia alla dignità, alla fede, alla libertà. In questo senso possiamo affermare con convinzione che la speranza in Ucraina ha assunto oggi forma di martirio silenzioso, di testimonianza concreta della fede in un quotidiano segnata da un dolore indescrivibile”.
“È un uomo di pace che vuole la pace, che costruirà la pace proprio attraverso questi ponti che ha richiamato fin dalle prime parole del suo saluto ai fedeli”.
Paola Ugaz, giornalista investigativa peruviana e autrice del libro-inchiesta “Mitad monjes, mitad soldados” sugli abusi nel “Sodalizio di vita cristiana”, racconta la sua vicenda e quella del collega Pedro Salinas: anni di persecuzioni, condanne e diffamazioni, intrecciati con la volontà di Papa Francesco e dell’allora vescovo Prevost di fare chiarezza
Il teologo Piero Coda analizza le prime parole pronunciate da Leone XIV, affacciandosi su piazza San Pietro. “L’esercizio del ministero di Pietro così come lo vuole realizzare Papa Leone XIV si presenta già come un esercizio collegiale”. “Chiama tutti a cooperare, ciascuno secondo il proprio ministero e carisma a questo grande slancio di annuncio e di testimonianza di Gesù in un mondo ferito come il nostro”. Non “un assolo”, ma “un direttore di orchestra che aiuta a fare sinfonia, a realizzare quella armonia che è il frutto dello Spirito Santo capace di costruire in Gesù la pace, la giustizia e la fraternità tra tutti”.
Massimo Faggioli è ferrarese ma insegna Teologia e Studi religiosi alla Villanova University in Pennsylvania. Sul rapporto che si prefigura tra il primo Pontefice statunitense e il Paese a stelle e strisce nell’era Trump, dice: “Il cattolicesimo sociale che ha in mente Vance non è quello che ha in mente Leone. Sarà anche un rapporto diverso da quello di Papa Francesco, che era spesso apertamente conflittuale. Prevost ha la possibilità di impostarlo in modo diverso”
Le parole di “pace” del Papa hanno raggiunto anche la città di Kryvyi Rih, nell’estremo est dell'Ucraina dove la gente vive costantemente sotto la pressione dei bombardamenti e dove si è inaugurata una “scuola-rifugio” sotto la parrocchia greco-cattolica di San Nicola. Il vescovo: “L’appello del Papa per l'Ucraina e Gaza ci fa capire che non siamo stati dimenticati”