In uno dei cimiteri di Kharkiv, nelle foto sono ritratti i volti di ragazzi e ragazze, tutti in divisa, spesso appena ventenni. Sono una moltitudine. Non si sa esattamente quanti siano i caduti ucraini morti sul fronte. Il vescovo greco-cattolico Tuchapets: “Spesso le persone mi chiedono: ma quando finirà la guerra? La gente è stanca, vuole tornare a vivere una vita serena ma fin quando un nemico ci aggredisce, non è possibile pensare alla pace. Possiamo solo pregare e sperare in Dio”
Mons. Pavlo Honcharuk, vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia dei Latini, racconta: “Mi è capitato di seppellire in un cimitero una mamma che teneva tra le sue braccia il suo bambino. Gli operatori ci hanno detto di non essere riusciti a staccarli perché erano bruciati insieme”. Questo è il “volto” vero della guerra
Mentre si sentono esplosioni a distanza, Irina, Diana, Ksenia e Tamara raccontano come si vive a Kharkiv, la città che si trova nell’estremo est del Paese in una delle regioni dell’Ucraina più vicina ai luoghi del fronte. Dove si combatte. Di notte e di giorno. “E’ diventato tutto più complicato”, dicono. E’ difficile muoversi, a causa degli allarmi. Difficile uscire di casa, andare a fare spese nei negozi. Finirà presto la guerra? “Purtroppo non credo”, risponde Tamara. “Temo che sarà ancora lunga. Ma siamo un popolo coraggioso. Resisteremo”.
All’indomani del vertice a Washington tra il presidente ucraino Zelensky e il presidente Usa Trump, parla il nunzio apostolico a Kyiv, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas: “Ogni giorno in più di guerra significa distruzione, centinaia e centinaia di morti, senza parlare delle tantissime altre conseguenze molto negative sulla popolazione. La mia grande speranza è che quando vediamo che proprio nulla sembri portare alla pace, questo spinga le persone che hanno in mano gli strumenti, a fare qualcosa, a capire che così non può funzionare”.
Mons. Mariano Crociata, presidente Comece: “Assistiamo a uno spettacolo ignobile che capovolge la realtà. Dobbiamo resistere e dire al popolo ucraino che non accetteremo mai di farlo passare per ciò che non è”
Oggi si celebra la Giornata nazionale di preghiera per l’Ucraina, istituita dalla Verkhovna Rada il 24 febbraio, anniversario dell’invasione russa. Il nunzio sottolinea il potere trasformante della preghiera, capace di ispirare azioni di pace oltre l’azione politica umana
Si chiama “MED-25 Bel Espoir” la nave che salperà il 1° marzo da Barcellona con 200 giovani di diverse nazionalità, culture e religioni. Per otto mesi attraverserà il Mediterraneo, ispirandosi al pensiero di Giorgio La Pira e agli incontri di Bari, Firenze e Marsiglia
Si è svolto a Roma, presso la sede della Cei, l’incontro “Le religioni a servizio della coesione sociale”, che per la prima volta ha riunito giovani delegati delle Chiese cristiane e religioni in Italia. Un’occasione per valorizzare il loro potenziale di cambiamento
“Possano il sangue e i sacrifici di innumerevoli persone innocenti, insieme con quello di Padre Donald Martin Ye Naing Win, servire come offerta per porre fine alla violenza che si sta verificando in tutta la nazione”.