Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Giovani ucraini in dialogo con Papa Francesco: “Ci ha dato la certezza di non essere dimenticati”

Parlano i giovani ucraini dell’incontro che sabato 1° febbraio hanno avuto in collegamento online da casa Santa Marta con papa Francesco. Sofia ha 17 anni. “Mi ha colpito molto – dice al Sir – il fatto che, mentre parlava, il papa aveva nelle mani un Vangelo di un giovane soldato ucraino”, morto ad Avdiivka. “E ci ha anche mostrato il suo rosario, che ha chiamato una reliquia. Ci ha detto che questo rosario è oggi sulla sua scrivania e tutti i giorni prega. Questo significa che noi non siamo dimenticati da papa Francesco, ma ci ricorda ogni giorno”

Mons. Baturi (Cei), “in un mare lacerato da discordie e conflitti, chiamati a trasformare il dolore in speranza”

Presentato oggi a Roma il progetto “Prendersi cura – Una famiglia per ogni comunità”. A promuoverlo sono il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo, dalla Rete Mare Nostrum e dalla fondazione Giorgio La Pira, in “continuità allo spirito che ha animato gli incontri dei vescovi di Bari e Firenze”. Si rivolge in modo particolare a beneficio di emigranti, rifugiati, richiedenti asilo, a tutte quelle “situazioni di disagio e criticità che con numeri sempre più preoccupanti, caratterizzano purtroppo la nostra società”. Opera-segno di una Chiesa che in questo anno giubilare si mette “al servizio dei più poveri e degli ultimi”.

Giorno della Memoria. Noemi di Segni (Ucei): “Nessuna pietà e pianto ma coerenza e responsabilità”

Noemi Di Segni al Sir: “È un giorno in cui fare un bilancio, quantomeno morale, delle scelte che sono state fatte e di quelle da fare oggi. È un giorno di ‘bilancio di civiltà’. Non vogliamo che sia solo un giorno in cui si ascoltano i testimoni e si piange con loro. Vorremmo che quel dolore vissuto e quell’orrore visto facciano capire come si è arrivati a quel punto. Ci si è arrivati perché c’erano delle falle e delle fragilità nella società italiana. Fare ‘Memoria’ significa fare un lavoro di coerenza e responsabilità”

Firmata una tregua tra la giunta militare e un gruppo ribelle. Card. Bo, “uno spiraglio di pace. Basta con la guerra”

È stato raggiunto e firmato un accordo formale per il cessate-il-fuoco tra la giunta militare golpista e l’Esercito dell’Alleanza nazionale democratica (Mndaa), un gruppo etnico ribelle attivo nel nord-est del Paese asiatico. L’annuncio della tregua – di cui però non sono stati dati dettagli -  è stato dato dalla Cina, che sta mediando tra le parti. Card. Bo: “Gli accordi di pace sono sempre benvenuti. Non c'è sinfonia di pace e stabilità in Myanmar senza che tutte le parti interessate, sia statali che non statali, depongano le armi”.

Preghiera ecumenica nazionale a Napoli, “mondo lacerato da guerre e conflitti, ha bisogno di profeti di speranza”

“Questo mondo lacerato da guerre e conflitti ha bisogno di profeti di speranza, profeti di un tempo di pace in cui la fraternità sia più forte della divisione”. Con questo augurio, il card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha accolto nel Duomo di Napoli i leader di 17 chiese cristiane riuniti quest’anno nella città partenopea per la celebrazione ecumenica nazionale che si è svolta nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Preghiere e marce per la pace, dibattiti e tavole rotonde. Non si ferma il popolo del dialogo

Sono 33 le diocesi che hanno realizzato incontri e dibattiti per la Giornata del dialogo ebraico-cristiano (17 gennaio) e sono 172 le diocesi che hanno messo a punto un programma ecumenico di incontri di preghiera e tavole rotonde. Riccardo Burigana, direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo: “Mai come nel passato, questa Settimana di preghiera testimonia che quando i cristiani si incontrano e pregano insieme, cominciano a conoscersi e a valorizzare i doni che ogni Chiesa porta dentro di sé. Ma soprattutto lanciano un messaggio al mondo: camminare insieme è il primo esercizio per vivere nella pace e con la pace”.

Mons. Spreafico, “se non c’è dialogo, come si fa ad immaginare la pace?”

Si celebra il 17 gennaio, alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, la XXXVI Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. La Giornata anche quest’anno cade in un tempo difficile, “carico di minacce”. Soprattutto dopo i fatti del 7 ottobre2023, è tornato in Europa e in Italia un rigurgito di antisemitismo. L'ultimo fatto drammatico, l'attacco di domenica 12 gennaio alla sinagoga di Bologna. Mons. Spreafico: “Non sono preoccupato, sono molto preoccupato”. “Ci sono troppi io che camminano da soli e il mondo peggiora perché nella solitudine dell'io si diventa nemici e le distanze si allungano. Questa è la tragica realtà in cui viviamo”.