Nel giorno dopo il 27 e in quello dopo il 29 gennaio la memoria si è nuovamente affacciata, pronta a portare il suo contributo alla costruzione di un Paese migliore.
La gioia per un esito positivo di una vicenda dolorosa mantiene tutta la sua bellezza e proprio per questo diventa anche un monito: la gioia non è un’esperienza individuale o di pochi, viene da una fraternità aperta, non viene solo dalla storia di qualcuno ma dalla storia di tutti. Munzir e Mustafa con i loro sorrisi hanno fatto crescere questa consapevolezza
Crescono troppo in fretta i bambini ai quali la guerra, le diseguaglianze, la miseria hanno rubato e continuano a rubare il diritto a giocare, a sognare, a ridere, a immaginare il futuro.
Le testimonianze e i ricordi confermavano la statura di un uomo che, dopo quello giornalistico, aveva scelto l’impegno politico quale forma alta ed esigente di carità e di giustizia.
C’è una prorompente domanda di felicità in questo tempo e la città risponde con una sua bellezza da custodire, di cui avere cura, da consegnare a quanti verranno dopo.