Gli alberi delle foreste di Ucraina, testimoni di una disumanità senza frontiere e che vede estendersi l’ombra di un conflitto, hanno cercato e cercano di proteggere con i rami e con la legna per il fuoco.
È meglio gettare ponti tra la razionalità e la irrazionalità per ricostruire un tessuto sociale strappato da un virus con le sue varianti e i suoi fantasmi.
Paolo Bustaffa, già direttore del Sir, ricorda il nunzio vaticano scomparso ieri a Lovanio. “È stato un maestro del dialogo. Non aveva bisogno di cattedra, la sua autorevolezza e la sua credibilità si manifestavano nella capacità di ascolto, nel parlare chiaro e rispettoso e nell’esprimersi anche con il sorriso”. Fu convinto sostenitore della nascita di Sir Europa
La coscienza, personale e collettiva, è chiamata in causa: si avverte l’urgenza di costruire con gli stessi ragazzi e giovani percorsi per vincere solitudini, rassegnazioni, deliri di onnipotenza?
Convivere con il Caino che circola pressoché indisturbato dai confini orientali dell’Europa al Medio Oriente, dall’Africa all’America, significa documentare e raccontare la sofferenza che il malvagio semina nel mondo.
La “Festa degli alberi” che le scuole vivevano decenni addietro sta tornando con l’iniziativa “Un albero per il futuro” promossa dal ministero della Transizione ecologica con i Carabinieri forestali.
Il papà è senza una gamba, persa a causa di una bomba caduta in una città della Siria. L’uomo alza tra le braccia il piccolo figlio, Mustafà, nato senza arti inferiori e superiori.