Cinque “donne pioniere”, una suora, un’attivista, un’imprenditrice sociale, una volontaria e una sostenitrice dell’apolidia, sono state designate come le vincitrici del premio Unhcr Nansen Refugee Award 2024 dall’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Il Sudan è scosso da una guerra civile cruenta iniziata il 15 aprile 2023. In totale sono 10 milioni gli sfollati, di cui 2 milioni nei Paesi limitrofi, soprattutto in Ciad e Sud Sudan. Le stime dei morti vanno da 20.000 a 150.000. Oltre 25,6 milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari, costantemente sotto finanziati dai donatori internazionali. Caritas italiana sta intervenendo nell’ambito di una rete internazionale delle Caritas. Ha lanciato un appello e una raccolta fondi ad aprile e finora è riuscita a destinare 300.000 euro per aiutare gli sfollati in diverse zone del Sudan. Il budget complessivo del programma è di 2 milioni di euro, finanziato finora solo al 30%
In Italia sono 914.860 le studentesse e gli studenti con cittadinanza non italiana, l’11,2% del totale degli iscritti, di cui il 65,4% è nato in Italia. Sono i dati che hanno fatto da sfondo all'incontro di oggi a Roma promosso da Save the Children su “Diritto e diritti di cittadinanza: quale spazio per i bambini e le bambine?” per chiedere una riforma della legge sulla cittadinanza, che risale al 1992
Sono 65, 20 donne e 45 uomini, gli studenti rifugiati vincitori di borse di studio che frequenteranno programmi di laurea magistrale della durata di 2 anni presso 37 atenei italiani grazie al progetto Unicore University Corridors for Refugees giunto alla sua sesta edizione.
In vista del 3 ottobre, Giornata della memoria e dell’accoglienza, nella quale si ricorda il naufragio al largo di Lampedusa che costò la vita ad almeno 368 migranti, Fondazione Ismu fa presente che nel 2024, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom), finora sono almeno 1.452 i morti e dispersi nel Mediterraneo, con una proiezione a fine anno di poco inferiore a 2mila.
Ci sono decine di bambini tra le centinaia di persone uccise e le migliaia ferite negli attacchi israeliani di ieri sul Libano meridionale e orientale, che hanno terrorizzato i più piccoli e causato la chiusura di tutte le scuole.
È salito ad almeno 558 morti il numero delle vittime e 1.835 i feriti a causa dei raid aerei israeliani di ieri in Libano. Tra le vittime anche 50 minori, 94 donne e 4 paramedici. La popolazione è in fuga dal sud del Paese, gli ospedali sono al collasso e le scuole sono state trasformate in campi profughi. Parla al Sir padre Michel Abboud, presidente di Caritas Libano, che sta intervenendo in aiuto agli sfollati nel Sud del Paese fornendo cibo, medicine e aiuto psicologico. “Ma la dolorosa verità - dice - è che le nostre risorse sono scarse, poiché abbiamo già fornito ciò che avevamo a coloro che soffrono ancora per le crisi in corso in Libano. Oggi hanno bisogno di beni essenziali per sopravvivere: cibo, materassi, medicine e prodotti igienici di base”
Tutto è iniziato nel 2016 con il biscottificio “Cotti in fragranza”, che impiega ragazzi del carcere minorile Malaspina di Palermo. Poi l’Opera Don Calabria ha acquistato un ex convento dei Frati minori cappuccini in totale abbandono. Prima il giardino era una discarica, ora è un’oasi dove si mangia ottimo cibo. Nel 2019 è nato il bistrot "Al fresco", quindi l'albergo "Casa San Francesco". Tutto a due passi dalla cattedrale di Palermo. Nell'impresa sociale sono impiegate una trentina di persone, in un percorso che mira all'autonomia
A Bukavu, nella Repubblica democratica del Congo, sulle sponde del lago Kivu, opera da tanti anni il Centro Olame, struttura storica dell’arcidiocesi. Il territorio del Sud Kivu, al confine con il Rwanda, è stato per oltre 25 anni scenario di guerra. Qui le donne vengono aiutate ad emanciparsi economicamente e socialmente. L’ambito più delicato è quello della prevenzione delle violenze sessuali e protezione delle vittime di stupri. Il centro aiuta anche le donne molto povere falsamente accusate di stregoneria, che rischiano di essere linciate dalla folla. Intervista alla direttrice del Centro Olame