Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Sudan. Human rights watch, “a Khartoum violenze sessuali, stupri di gruppo e matrimoni forzati. Sono crimini di guerra”

È stato diffuso a livello mondiale il nuovo report di Human rights watch. L’organizzazione per i diritti umani ha raccolto centinaia di testimonianze di donne e operatori sanitari che hanno raccontato violenze sessuali, stupri di gruppo, matrimoni forzati e schiavitù sessuale e domestica compiuti dalle Forze di supporto rapido (Rsf) a Khartoum. Le stesse milizie attaccano ospedali e operatori sanitari, mentre le Forze armate sudanesi (Saf) in alcune aree impediscono l’accesso degli aiuti umanitari. Dall’inizio del conflitto nell’aprile del 2023 almeno 24 milioni di persone - tra cui più della metà sono bambini - soffrono a causa dello sfollamento, della malnutrizione e carenza di cure mediche

Crollo ballatoio della Vela Celeste a Scampia. Il parroco don Gargiulo, “tragedia che ci tocca profondamente”

"Ora bisogna fare il possibile per aiutare le famiglie sfollate. Certo era una situazione che non si doveva protrarre per così tanto tempo. Perché anche le parti cosiddette consolidate non erano sicure. Alle Vele c’è sempre stata una grande mancanza di sicurezza e precarietà”. Parla al Sir don Alessandro Gargiulo, parroco di Maria Santissima del Buon Rimedio nel quartiere napoletano di Scampia, dove ieri notte è crollato un ballatoio alla Vela Celeste, provocando 2 morti e 13 feriti, compresi 7 bambini, di cui 2 in condizioni gravissime. Don Gargiulo conosce bene la famiglia colpita dalla tragedia.

Una chiesa costruita dai migranti, là dove riposa fratel Biagio Conte

Nella chiesa costruita da migranti e persone con disabilità c’è la tomba di fratel Biagio Conte, il “San Francesco di Palermo”, come amano chiamarlo i suoi concittadini. Fratel Biagio, fondatore della "Missione di Speranza e Carità" è morto il 12 gennaio 2023, a soli 59 anni, in una stanzetta della Cittadella del povero e della speranza, una ex caserma militare nel quartiere Decollati. Oggi accoglie circa 500 persone che hanno deciso di uscire da situazioni di emarginazione e cambiare vita.

Migrazioni. Caritas Tunisia: “Così aiutiamo i tunisini e i migranti subsahariani, disposti a tutto pur di partire”

In viaggio a Modica, Ragusa, Caltanissetta e Palermo con una delegazione di Caritas Tunisia, invitata a conoscere le buone prassi delle Caritas di Sicilia e collaborare nell'ambito di un gemellaggio che dura da anni. Il racconto della situazione dei migranti subsahariani in Tunisia attraverso la voce dell’arcivescovo emerito di Tunisi monsignor Ilario Antoniazzi e suor Spéciosa Mukagatare, direttrice di Caritas Tunisia:  “Ci sono casi in cui le donne vengono convinte dai trafficanti a rimanere incinte e utilizzare i bambini come passaporti". Gli effetti degli accordi tra Italia e Tunisia.

Tra i lavoratori agricoli delle serre del ragusano: nuove forme di sfruttamento e desiderio di riscatto

Reportage dalla serre del ragusano, la cosiddetta "fascia trasformata", dove vivono 15.000 lavoratori tunisini, spesso in condizioni di isolamento e degrado. In dieci anni la Caritas diocesana di Ragusa e altre realtà del privato sociale sono riuscite a far uscire la zona dall'invisibilità, scolarizzare i bambini, animare il territorio e aiutare le famiglie a trovare abitazioni migliori. Anche se l'ultimo Decreto flussi sta portando situazioni inedite di sfruttamento

Naufragi nel Mediterraneo: Caritas di Sicilia, “uniti nella preghiera e nel dolore, chiediamo dignità nelle politiche di migrazione”

Nelle stesse ore in cui nel Mare Jonio vicino Roccella Jonica (Reggio Calabria) e al largo delle coste di Lampedusa inizia la tragica conta dei morti dei naufragi di due imbarcazioni partite rispettivamente da Turchia e Libia, si è in attesa di iniziare stasera a Modica (Ragusa) l’itinerario siciliano nell’ambito del gemellaggio tra la delegazione regionale delle Caritas siciliane e una delegazione di Caritas Tunisia guidata dall’arcivescovo emerito di Tunisi, mons. Ilario Antoniazzi.

Sudan: Oppizzi (Msf), “una violenza contro i civili inaudita, con attacchi alle infrastrutture e agli ospedali”

Va avanti senza tregua da 14 mesi il conflitto in Sudan che contrappone l'esercito regolare Saf alle Rsf. Una guerra particolarmente cruenta che ha sconfinato nella pulizia etnica nel West Darfur, come documentano i report delle organizzazioni per i diritti umani. Non ci sono stime ufficiali ma solo in quelle zone si calcolano tra le 10.000 e le 15.000 vittime civili. Oltre 8 milioni gli sfollati interni, altri 500.000 si sono rifugiati in Ciad e 600.000 in Sud Sudan. Sono ben 25 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, ma in alcune aree del Paese ci sono blocchi agli aiuti. Parla al Sir Vittorio Oppizzi, responsabile dei programmi in Sudan di Medici senza frontiere. Anche i loro ospedali sono stati attaccati. Msf chiede a tutte le parti in conflitto “la protezione dei civili, delle infrastrutture civili e del personale sanitario". E alle Nazioni Unite di intercedere “per far sì che le parti rispettino gli obblighi del diritto umanitario internazionale e i donatori internazionali aumentino i finanziamenti per la risposta umanitaria in Sudan".

Argentina. Report Caritas: metà della popolazione è in povertà. 1 persona su 4 costretta a saltare un pasto

È stato presentato il 3 giugno a Buenos Aires il rapporto di Caritas argentina e Osservatorio argentino del debito sociale (Odsa-Uca) dell'Università cattolica argentina sulla povertà in Argentina, in vista della Colletta annuale della Caritas che si svolgerà sabato 8 e domenica 9 giugno. Il 10% della popolazione argentina (su un totale di 46,3 milioni di abitanti) sperimenta la fame frequentemente. Nel primo trimestre del 2024 la povertà ha riguardato il 50% della popolazione mentre la povertà estrema raggiunge il 18%. Inoltre il 32% dei lavoratori regolarmente occupati è nella categoria dei “working poor”, un dato che sale addirittura al 50 e 60% per chi lavora nell’economia informale