Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Conflitto in Sudan. Kinzli (Wfp), “18 milioni di persone senza cibo a sufficienza, catastrofe alimentare imminente”

Ad aprile sarà un anno dall’inizio del conflitto tra l’esercito regolare e i paramilitari delle Forze rapide di supporto. La guerra civile ha causato almeno 15.000 morti e quasi 8 milioni di persone in fuga dai combattimenti tra sfollati interni e rifugiati nei Paesi vicini. I combattimenti proseguono nonostante il Consiglio di sicurezza dell’Onu abbia chiesto il cessate il fuoco durante il periodo del Ramadan. Ci sono 18 milioni di persone in condizione di insicurezza alimentare e almeno 220.000 bambini che rischiano di morire di fame. Per il Wfp si profila lo spettro di una carestia imminente

Commercio di armi, raddoppia l’export europeo (+94%). La Francia diventa il secondo esportatore al mondo, in Italia l’aumento maggiore

Sono stati diffusi il 12 marzo i dati sui flussi di trasferimento di armi nel mondo del rapporto annuale del Sipri, l'’Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma, la fonte più autorevole in materia, che ha comparato i dati del quinquennio 2019-2023 rispetto al 2014-2018. Cinque i maggiori Paesi esportatori: Stati Uniti (+17%), Francia, Russia, Cina e Germania. Al sesto posto è l’Italia, con un balzo enorme dell’86%, la crescita più alta in assoluto. Dimezzate invece le esportazioni dalla Russia (-53%), probabilmente perché ha usato le armi nel conflitto in Ucraina.

Haiti: Maurello (Avsi), “primi segnali incoraggianti ma nei quartieri più violenti manca acqua e cibo”

La notizia delle dimissioni del premier di Haiti Ariel Henry, su pressione della comunità internazionale, "segna una svolta significativa perché la situazione non poteva che degenerare”. Dopo una notte di spari a Port-au-Prince "questa mattina la città si è svegliata con una calma apparente. È tutto aperto, la circolazione ha ripreso, gli esercizi commerciali sono aperti. Questi per noi sono segnali di incoraggiamento”. A parlare al Sir è Flavia Maurello, rappresentante Paese della Fondazione Avsi ad Haiti, che descrive però una situazione drammatica nei quartieri difficili in cui lavorano, Cité Soleil e Martissant: "Manca acqua potabile, cibo e aumentano gli atti di violenza sulla popolazione. Siamo molto preoccupati per le nostre comunità. Abbiamo bloccato le attività sul campo perché è troppo pericoloso".

Colombia, gli indigeni che vivono nel Parco Tayrona e la sacralità della terra

Nel Parco nazionale Tayrona, nel nord della Colombia, tra il mar dei Caraibi e la Sierra Nevada di Santa Marta, ai leader di quattro popoli indigeni che abitavano queste terre ogni anno viene concesso di riunirsi per celebrare i loro riti sacri e riportare l'armonia nella natura. In queste settimane il parco rimane chiuso al turismo di massa. Ma la strada da fare per veder riconosciuti i diritti degli autoctoni è ancora lunga. Una riflessione nata durante un viaggio.

Pakistan al voto. Ahmad (giornalista): “Non cambierà molto, sarà una democrazia finta e zoppicante”

Oggi 127 milioni di pakistani, su una popolazione di 240 milioni di abitanti, sono chiamati alle urne per le elezioni parlamentari, in un clima di instabilità, incertezza economica e politica. Due esplosioni nella provincia del Baluchistan hanno provocato 22 morti e 37 feriti. Il Pakistan è una potenza nucleare con un esercito professionale e gioca un ruolo strategico nella regione. Ne abbiamo parlato con il giornalista pakistano Ejaz Ahmad

Piano Mattei. Mons. Carlassare (Rumbek): “Va bene investire ma creare ponti e progetti reali per aiutare l’Africa”

Intervista a mons. Christian Carlassare, vescovo di Rumbek, in Sud Sudan. Tra i temi trattati l'afflusso massiccio di rifugiati sudanesi a causa del conflitto in corso, i frutti della visita del Papa ad un anno di distanza, la situazione nel Paese e il Piano Mattei per l'Africa annunciato dal governo italiano. In Sud Sudan la Caritas sta aiutando i rifugiati sudanesi perfino con una barca che può trasportare fino a 500 persone. Una sorta di servizio navetta per raggiungere diverse località dell’Alto Nilo fino alla città di Malakal, dove possono fruire di più servizi.