Sono appena arrivati a Kherson gli aiuti umanitari di Caritas Spes ed è iniziata la distribuzione di cibo, acqua, beni di prima necessità. Padre Vyacheslav Grynevych, direttore di Caritas Spes-Ucraina, in questi giorni a Roma per Caritas internationalis, racconta al Sir che i parroci rimangono lo stesso accanto alla popolazione nonostante le chiese e interi villaggi siano distrutti. Caritas Spes ha intenzione di aprire una sede a Kherson anche se i combattimenti nella regione liberata non sono ancora finiti.
Tra le religiose che tradizionalmente si occupano di bambini in orfanotrofi, istituti o comunità sta prendendo il via una vera e propria rivoluzione: toglierli dalle strutture e affidarli ai familiari stretti oppure a famiglie affidatarie o adottive, laddove possibile. E' questo l'obiettivo del programma "Catholic care for children" (Ccci) promosso dall'Uisg (Unione internazionale superiore generali), che lanciano in questi giorni un sito web dedicato. L'iniziativa è nata in Kenya, Zambia e Uganda e mira ad estendersi in altri Paesi. In Kenya 2.500 bambini non vivono più in istituto ma sono stati inseriti in famiglie.
Dalle Filippine al Venezuela, passando per Gibuti e la Somalia, l’Armenia, la Siria. Sono solo alcune delle tante crisi dimenticate nel mondo, a causa dei cambiamenti climatici, della siccità e carestia, dei conflitti, che sono stati al centro dell’attenzione oggi durante una conferenza stampa nell’ambito della conferenza di Caritas internationalis che si conclude oggi a Roma.
Parla al Sir l'arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia, che domani parteciperà al porto di Napoli alla manifestazione "Fari di pace" promossa da Pax Christi e da un vasto cartello di associazioni cattoliche e laiche. Tra le richieste “di non autorizzare l’accesso in rada alle navi a propulsione nucleare o con armi atomiche” e che l'amministrazione cittadina aderisca, con apposita delibera, all’appello perché l'Italia sottoscriva il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, promuovendo a livello nazionale una progressiva riduzione della spesa militare a vantaggio della spesa sociale
“Negli ultimi sei anni la magistratura, pur impegnata in diversi contenziosi a carico di Ong che effettuano soccorsi in mare, non ha mai trovato alcun riscontro di quanto affermato dai ministri del nostro Paese circa le tesi infamanti e calunniose di accordi con i trafficanti libici al fine di trasferire in Europa i migranti”.
È arrivato questa mattina all’aeroporto di Fiumicino il primo gruppo dei 51 rifugiati destinatari di borse di studio che proseguiranno il loro percorso accademico in 33 atenei italiani grazie alla quarte edizione del progetto Unicore – University corridors for refugees.
Continua la crisi politica tra Francia e Italia sulla questione migranti. Alla frontiera sono stati intensificati i controlli con l'invio di migliaia di gendarmi francesi ma la situazione è pressoché immutata. "Una prassi che dura da anni: impedire il libero transito e riportare in Italia giornalmente circa una ottantina di persone con espedienti vari", tra cui far trovare scontrini italiani nelle tasche dei migranti intercettati sul territorio francese o riportarli indietro con auto-civetta. Tra loro anche minori. Lo conferma al Sir il vescovo di Ventimiglia-Sanremo monsignor Antonio Suetta.
Finora sono arrivati in Italia, dai campi per rifugiati in Niger, 9 ragazzi sudanesi in fuga dalla guerra in Darfur. In tutto si prevede di accoglierne 35. Il progetto si intitola "Pagella in tasca" ed è realizzato dall'organizzazione umanitaria Intersos in collaborazione con Unhcr. È stato finanziato dalla Conferenza episcopale italiana con 400.000 euro, tramite la Campagna “Liberi di partire, liberi di restare”. Tra gli altri partner, la Fondazione Migrantes della Cei
“Non si utilizzino i migranti per portare avanti delle battaglie politiche e diplomatiche a spese delle persone”. Lo ribadisce al Sir padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, commentando lo scontro in corso tra Italia e Francia sui migranti.