Una persona su 4 (il 24,4%) che si è rivolta alle Caritas diocesane per chiedere aiuto tra settembre 2020 e marzo 2021 è stata classificata tra i “nuovi poveri”, pari ad un totale di 132.717 persone su 544.775 persone. Le donne sono la maggioranza: 53,7%, così come sono la maggioranza gli italiani (57,8%). L’incidenza degli italiani tra i "nuovi poveri" è ancora più alta: il 60,4%. In aumento il disagio psico-sociale tra anziani e donne (77,4%), la povertà minorile (66,3%), il rinvio delle cure sanitarie non legate al Covid (66,8%), le violenze domestiche (51,1%)
Sono oltre duemila le persone sbarcate in questi ultimi giorni a Lampedusa, l'hot spot è sovraffollato in attesa dei trasferimenti sulla terraferma e centinaia di migranti sono stati costretti a trascorrere la notte sul molo in condizioni terribili. La denuncia e il commento di don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa
Ad una settimana dal ferimento a colpi di arma da fuoco ad entrambe le gambe, parla al Sir dall'ospedale di Nairobi il vescovo di Rumbek monsignor Christian Carlassare. Ha subito altre due operazioni e ci vorrà tempo per la riabilitazione, quindi la cerimonia di ordinazione in diocesi prevista per il 23 maggio non si farà. Le sue sono parole di giustizia, riparazione, perdono e speranza
“Il riprovevole atto di violenza commesso sul vescovo è inaccettabile e deve essere fermato”: questa la dichiarazione del presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, sull’agguato contro monsignor Christian Carlassare, vescovo eletto di Rumbek, ferito alle gambe da due uomini armati.
Dopo il naufragio e la morte di 130 persone la settimana scorsa e le parole di Papa Francesco che lo ha definito "momento della vergogna", parla al Sir monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes
La scorsa notte, trenta minuti dopo la mezzanotte, due persone armate hanno fatto irruzione nella casa di mons. Christian Carlassare, missionario comboniano e nuovo vescovo di Rumbek in Sud Sudan, e gli hanno sparato alle gambe.
Il suo nome è ResQ ma il sogno è che diventi anche una “nave delle religioni” e dei non credenti che condividono gli stessi valori e la stessa convinzione: “Nessuno deve affogare in mare”. Ne abbiamo parlato con Luciano Scalettari, presidente di ResQ
“I migranti evocano in noi ciò che è genuinamente umano, possono istruirci. Se riuscissimo a concentrarci solo sulla persona del migrante ci renderemmo conto che proviamo le stesse gioie e condividiamo gli stessi dolori e le stesse ansie. Un migrante è anche lo specchio di chi sono io”.
Nel 2020 il Centro Astalli nelle sue 8 sedi territoriali è stato al fianco di oltre 17.000 persone, di cui 10.000 a Roma. La richiesta di servizi come la mensa, le docce, i pacchi alimentari, le medicine, è forte in tutti i territori. Nella sola capitale sono stati distribuiti 54.417 pasti. Nel 2020 in Italia sono aumentati gli arrivi (34.000) ma diminuite le richieste d’asilo (28.000). Il Rapporto annuale 2021 del Centro Astalli denuncia sempre più precarietà di vita per i rifugiati e lungaggini burocratiche