La testimonianza di padre Stanko Perica, gesuita croato, direttore generale del Jrs Europa Sud Est. In questi giorni è a Bihac, in Bosnia, dove il Servizio dei gesuiti per i rifugiati opera nei campi per migranti e famiglie e distribuisce aiuti negli squat. A Belgrado, in Serbia, hanno una casa di accoglienza e integrazione per 15 minori che viaggiano senza genitori. Il sogno di aprire una struttura anche a Bihac
Di nuovo scontri e tensioni ad Haiti, dopo l'annuncio del presidente Jovenel Moïse di non voler lasciare la guida del Paese fino a febbraio 2022. Una crisi politica complessa che peggiora ancora di più la situazione della popolazione, in uno dei Paesi più poveri e insicuri del mondo. Da Port-au-Prince parlano gli operatori di Caritas italiana, presente nel Paese dal 2010
“Il nuovo governo vari quanto prima misure concrete per bambine, bambini e adolescenti e un Piano nazionale straordinario per l’infanzia con le risorse di Next generation Eu”: lo chiede oggi Save the Children, esprimendo forte preoccupazione per la condizione delle nuove generazioni e le forti disparità che oggi colpiscono i bambini: solo il 13,2% accede a nidi e servizi per l’infanzia a titolarità pubblica, tempo pieno al 34,4% nella scuola primaria e al 13,1% nella secondaria di I grado, 1 studente su 4 è senza competenze informatiche minime.
“Il mondo del Terzo settore rivolge il suo augurio di buon lavoro al nuovo governo, guidato da Mario Draghi, ed è pronto a un lavoro comune sulle sfide che aspettano il nostro Paese”.
Prevista l'ultimazione nel fine settimana. Testimonianza dal campo di Lipa, in Bosnia ed Erzegovina, dove vivono 900 giovani migranti in condizioni assurde, nell'inverno bosniaco. Caritas italiana, Caritas ambrosiana e Ipsia-Acli sono presenti con un progetto finanziato da una raccolta fondi. Da Bihac parla Silvia Maraone, capoprogetto di Ipsia-Acli. Da anni realizzano in Bosnia "social cafè" nei campi per famiglie e bambini.
“Se vogliamo lavorare sull’inclusione lavorativa delle persone non possiamo prescindere dal valorizzare l’economia sociale, che ha dimostrato già prima della crisi di essere all’altezza del rilancio economico, per produrre utilità, occupazione e sviluppo". E' il parere di Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del terzo settore, nella sua analisi sulle nuove povertà causate dalla pandemia e le prospettive per l'Italia
L'incremento di attività della rete degli Empori della solidarietà a favore dell’emergenza alimentare, la nascita o il potenziamento in molte diocesi di "fondi" per aiutare "i nuovi poveri" e tutte le persone colpite dagli effetti sociali della pandemia. Sono queste le azioni messe in campo dalla Chiesa italiana, tramite la rete Caritas nei territori, per superare la "frattura sociale" causata dalla pandemia. Intervista a don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana.
Anche la casa dell'arcivescovo di Beira, don Claudio La Zuanna, è stata danneggiata dalla furia del ciclone Eloise, passato in Mozambico centrale il 23 gennaio. Migliaia di case distrutte e famiglie sfollate, strutture ecclesiali danneggiate. Secondo l'Unicef 176.000 persone potrebbero aver bisogno di aiuti umanitari. Il racconto da Beira di don Maurizio Bolzon, fidei donum della diocesi di Vicenza
Da Sana'a parla Chiara Moroni, operatrice umanitaria di Save the children. In Yemen si occupa di educazione, in team con una quarantina di operatori sparsi in tutto il Paese: "La guerra ha causato violenze e menomazioni, con un forte impatto psicologico, difficoltà ad interagire con gli altri, tristezza e depressione. Investiamo sulla scuola".