Juan Antonio Llorente era un frate francescano dell’Immacolata ucciso il 9 novembre nel monastero dove viveva a Gilet, in Spagna, per mano di un uomo, con problemi psichici, armato di bastone e bottiglia di vetro che, entrato nel convento, ha iniziato a colpire tutti i frati che trovava lungo il suo cammino.
Anche quest’anno in Africa e in America si registra il numero più alto di operatori pastorali uccisi: cinque in entrambi i continenti. Negli ultimi anni sono l’Africa e l’America ad alternarsi al primo posto. Nel 2024 due sacerdoti sono morti a seguito di assalti violenti anche in due Paesi europei, Spagna e Polonia. Sono i dati resi noti oggi nel rapporto annuale dell’Agenzia Fides. Dal 2000 al 2024 sono stati 608 i missionari e operatori pastorali uccisi.
A causa del conflitto israelo-palestinese quest’anno la Luce di Betlemme attinta dalla fiamma perpetua della Grotta della natività, e portata poi in molte chiese europee e italiane, verrà dalla città austriaca di Steyr, gemellata con Betlemme. L’iniziativa è nata in Austria nel 1986. La raccolta fondi finanzierà interventi di Caritas italiana per l’emergenza in Terra Santa
Per le suore che vivono a Lampedusa e accolgono i migranti che sbarcano, il Giubileo che si apre tra pochi giorni è “speranza, perdono e riconciliazione, prima con noi stessi e poi con gli altri”. Il loro auspicio è che sia uno stimolo per “porre fine alle tragedie del mare”. Lo dice al Sir suor Antonietta Papa, della Congregazione Figlie di Maria Missionaria, responsabile del progetto dell’Uisg "Migranti in Sicilia".
Nel 2024 le prime pagine dei quotidiani italiani vedono una diminuzione del 42% di articoli sulla questione migratoria, i tg di prima serata registrano invece un -41%. E' probabile che temi come il conflitto russo-ucraino e quello israelo-palestinese, le elezioni europee e statunitensi, abbiano determinato il calo di attenzione. Controcorrente è il quotidiano Avvenire, che continua a distinguersi per il maggior numero di articoli pubblicati che parlano di migranti e migrazioni. Sono i dati che emergono dal XII Rapporto dell'Associazione Carta di Roma, realizzato insieme all'Osservatorio di Pavia, presentato oggi a Roma
A fine anno saranno oltre 130 milioni le persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni nel mondo, una cifra in continuo aumento. In Europa più di 1,5 milioni di richieste d’asilo sono state presentate durante il 2023 e i primi nove mesi del 2024 (+20%). Sembra esserci però una inversione di tendenza nei primi dati del 2024, con 449.000 richieste e un calo del 5%. In Italia nei primi otto mesi del 2024 hanno chiesto una qualche forma di protezione internazionale 109.000 persone, una cifra in aumento (+32%). È quanto emerge dall'ottavo Report sul diritto d'asilo presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes
Presentato oggi a Roma l'ottavo Rapporto sui conflitti dimenticati di Caritas italiana “Il ritorno delle armi. Guerre del nostro tempo”. Sono 52 gli Stati del mondo che vivono situazioni di conflitto armato (erano 55 nel 2022). Aumenta il numero di guerre ad altissima (da 3 a 4) e alta intensità (da 17 a 20) e il numero dei morti: 170.700, il più alto dal 2019. Tragico è il dato record sul numero di bambini uccisi e menomati: 11.649 nel 2023, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Tocca il picco massimo anche il numero di bambini rapiti: 4.356 nel 2023, in maggioranza maschi. Quasi 300 milioni di persone nel mondo dipendono dagli aiuti umanitari, mentre il numero di rifugiati nel mondo è più che raddoppiato
“Prima le bande trovavano consenso nei quartieri popolari, ora sono contro la popolazione. Stanno provando a prendere il territorio e avanzare verso la parte alta della città. Notiamo sempre di più fenomeni di auto-organizzazione di civili nelle varie comunità, che si frappongono tra l'area delle bande e l'ultima zona espugnabile di Pétionville. La preoccupazione principale in questo momento è che sia il preludio di una guerra civile”. A parlare da Port-au-Prince è Flavia Maurello, rappresentante Paese della Fondazione Avsi
“Giustizia e speranza: la comunità cristiana tra carcere e territorio” è il tema del convegno in corso oggi a Roma, organizzato da Caritas italiana. Una occasione per interrogarsi sul ruolo delle comunità cristiane rispetto al mondo del carcere, sia all’interno delle mura, sia nei territori. I due terzi delle 217 Caritas diocesane sono infatti impegnate nell’ambito della giustizia