Massimo Bernardini analizza la partecipazione ai funerali di Papa Francesco: “Un’onda di affetto autentico, non solo uno show”. Tra memoria storica, linguaggio dei gesti e ruolo dei media: “La sobrietà non è moda, è storia della Chiesa contemporanea”
Padre Guillermo Marcó, per nove anni portavoce del cardinale Bergoglio a Buenos Aires, è venuto a Roma per i funerali di Papa Francesco. Ricorda un uomo capace di grande ascolto, serenità nelle prove e un senso dell’umorismo profondo e discreto: “Mi ha insegnato a prendere la vita con gioia”
Il card. Semeraro: “Mi rimangono nel cuore la sua ricchezza umana e la fecondità spirituale”. Ricorda il legame personale con Francesco e il segno lasciato nella Chiesa attraverso la riforma, la sinodalità e la testimonianza di una santità semplice
Il rabbino Abraham Skorka, amico personale di Papa Francesco, ricorda l’intesa nata a Buenos Aires: “Conoscere l’altro genera affetto e supera ogni differenza”. Il loro dialogo sincero e coraggioso, segnato anche da gesti simbolici, continua a ispirare il cammino di fraternità
La diocesi di Asti e il paese d’origine dei nonni di Papa Francesco vivono con discrezione e affetto il ricordo del Pontefice. Il vescovo Prastaro: “Papa della gioia e della semplicità”. Il sindaco Balliano: “Un dolore familiare”. La cugina Carla, testimone silenziosa
“Ha salutato il mondo col Risorto, benedicendo l’umanità”. Mons. Baturi ricorda Papa Francesco come guida fraterna e autorevole, sottolineandone l’impronta su sinodalità, pace, tutela dei minori e cammino della Chiesa italiana nel segno del Vangelo
“La speranza non è fuga dal mondo”. Il card. Zuppi richiama i cristiani a vivere la Pasqua come impegno concreto per la pace, la riconciliazione e la fraternità, in un tempo segnato da guerre, divisioni e ferite da sanare, verso il Giubileo della speranza
È stata collocata oggi lungo la scalinata interna del Colonnato di piazza San Pietro, accanto alle Docce per i poveri e all’Ambulatorio Madre di Misericordia, la nuova scultura “Be Welcoming” (“Siate accoglienti”) dell’artista canadese Timothy Paul Schmalz. L’opera è ispirata al passo della Lettera agli Ebrei: “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli” (Eb 13,2).
Credere nella Pasqua significa non arrendersi al male. Parte da questo richiamo il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, per rileggere il significato profondo della Risurrezione oggi. In un tempo segnato da fragilità, guerre e divisioni, la Chiesa è chiamata a custodire e testimoniare la speranza. L’invito è a trasformare la fede pasquale in gesti concreti di riconciliazione, misericordia e fraternità.