Architetto di formazione, giornalista di professione. Dal 2016 collaboro con la Difesa del popolo, occupandomi principalmente di tematiche sociali, sanità e legalità. Negli anni ho curato progetti editoriali e di storytelling per enti pubblici e organizzazioni del Terzo settore. Mi sono dedicata anche a uffici stampa, redazione di bilanci sociali, sviluppo dell’identità visiva, gestione dei social media e produzione di contenuti digitali.
Dopo sette anni viene reistituita a Padova la commissione per la rappresentanza delle persone padovane con cittadinanza straniera: si vota dal 14 giugno fino al 14 luglio in uno dei cinque seggi di quartiere, basta avere la residenza in città. L’organo rappresentativo ha carattere consultivo da parte di tutte le istituzioni comunali, a partire dal sindaco e rappresenta un passo in avanti per una Padova sempre più multiculturale
Migliaia di richiedenti asilo, fermi nel limbo dell’attesa dello status di rifugiato, sono stati ricollocati in Italia, altri hanno preferito raggiungere l’estero. A Bagnoli e a Cona restano 900 giovani in attesa di risposte. Se avessimo potuto insegnare loro un lavoro, l’italiano o inserirli nel volontariato, ora sarebbero dentro alla rete sociale
Il decreto Salvini del 2018 aveva sospeso qualsiasi tipo di finanziamento per l’apprendimento della lingua italiana e dell’inserimento sociale, ritenendole spese inutili per persone che non si sarebbero fermate in Italia.
Raffaele Grassi è il nuovo prefetto di Padova. Durante il suo insediamento mercoledì 26 maggio ha spiegato che intende percorrere la strada della continuità con determinazione e rispetto per il ruolo di tutte le figure istituzionali del territorio.
Donne, ebrei, musulmani e migranti al centro di insulti e frasi discriminatorie diffusi dai social e amplificati da gruppi, soprattutto politici che cavalcano l’onda populista. Su più di un milione e 300 mila tweet analizzati da Vox, l’osservatorio sui diritti, oltre 500 mila presentano contenuti aggressivi frutto del pregiudizio
Tra i più vulnerabili che hanno sofferto la pandemia ci sono i giovani pazienti con malattie reumatiche curati dall’Azienda ospedaliera. L’associazione Il Volo non li ha mai lasciati soli. «All’inizio abbiamo avuto paura del virus perché i nostri giovani pazienti soffrono di malattie del sistema immunitario molto aggressive»
La disponibilità crescente in Veneto dei posti per vaccinarsi nasconde una realtà diversa: tra diffidenti e chi rimanda, la percentuale delle categorie di servizi essenziali che non ha ricevuto la prima dose è molto alta. E tra questi c’è il personale scolastico e quello sanitario